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Albero Legale: la salvaguardia degli olivi monumentali – 1 parte

E’ vera tutela ?

Albero Legale 3

 

L’art 10 della Legge Regionale n 14 del 04.06.2007 della Regione Puglia stabilisce che “è vietato il danneggiamento, l’abbattimento, l’espianto e il commercio degli olivi monumentali inseriti nell’elenco di cui all’art 5e continua all’art 11 comma 2 stabilendo che “ è in ogni caso vietato destinare e trasportare le piante di cui al comma 1 per scopi vivaistici e/o ornamentali”.

 

Da diversi anni si assiste tuttavia allo scempio di innumerevoli esemplari di alberi di olivo (Olea europaea L.) di grandi dimensioni, talora anche monumentali, a seguito dell’insensata moda diffusasi negli ultimi anni che vuole i giardini abbelliti con questi alberi secolari.

Nelle regioni del centro-nord questa nuova tendenza spopola e vi sono committenti che pur di avere un esemplare ultracentenario nel proprio terreno sono  disposti a pagare cifre da capogiro che spesso superano  gli 8 – 10 mila euro.

 

La crescente domanda alimenta un commercio illecito basato sull’estirpazione degli olivi dalle proprietà di consapevoli proprietari o di ignari coltivatori da parte di commercianti senza scrupoli, avvolgendo ciò che rimane degli apparati radicali (i danni a carico delle radici sono elevatissimi e spesso irreversibili) in grossi teli di nylon oppure inserendoli in enormi mastelli , caricarli su autotreni che in poche ore li trasferiscono alla loro futura destinazione, generalmente vivai.

 

Il fiorente commercio ha normali canali di vendita anche in internet inoltre in Italia interessa non solo la Puglia ma anche le altre regioni centro-meridionali, oltre ai paesi mediterranei in cui l’olivo è di casa. Purtroppo in Spagna questa pratica non è regolamentata.

 

Duole notare come, oltre che gli olivi, anche esemplari di carrubi e querce da sughero sono oggetto di impropri commerci.

 

All’atto dell’estirpazione – non è infatti corretto parlare di trapianto – questi alberi vengono privati della totalità della chioma per ridurne le dimensioni durante il trasporto oltre ma esponendoli nel contempo maggiormente agli attacchi  di muffe, parassiti e marciumi. In seguito sono spesso ripiantati in aree, come la Pianura Padana, il cui clima caratterizzato da elevati tassi di umidità e inverni non propriamente adatti alla specie.

 

Va sottolineato come la normativa posta a tutela degli oliveti e degli olivi monumentali, a livello nazionale, sia purtroppo ancora molto carente. – continua 2 parte –

 

autore: Avv. Simona Gautieri –  email: simonagautieri@alice.it – Twitter: SimonaGautieri

 

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Commenti

  1. by Rodolfo Bonora on maggio 15th, 2012 at 11:03

    Ottimo articolo, per informare i più di certe realtà misconosciute e per far capire che certe mode, sono solo frutto di mancanza di conoscenza sull’argomento e che la cattiva pubblicità fa diventare “in”, ciò che in realtà è uno scempio.
    Attendiamo, ovviamente, la seconda parte.
    Noi tutti operatori del verde, non possiamo che ringraziarti della continuo lavoro di informazione e “formazione”, che stai facendo su queste pagine.
    Grazie.

  2. by Giovanni Poletti on maggio 15th, 2012 at 20:40

    Rodolfo, leggere i tuoi sinceri apprezzamenti e` davvero motivo di soddisafazione per me. Non posso che ringraziarti a mia volta 🙂

  3. by federica toselli on maggio 24th, 2012 at 10:04

    Ho letto l’articolo e sinceramente non sapevo di una legge regionale che eviti il martoriamento delle piante, ma penso che siano i molti ad ignorarla, dato il gran commercio degli olivi che c’è verso il nord……..
    Ad ogni modo c’è chi riesce ad aggirare l’ostacolo (la legge), in maniera più o meno legale, sostenendo che l’espianto di certi alberi monumentali era dovuto, per il semplice fatto che le aree in cui erano ubicate, sarebbero state oggetto di interventi edilizi ed urbanizzazioni, quindi è meglio sacrificare, la pianta per darle “un futuro” migliore in qualche giardino, piuttosto che lasciarla ad una sorte peggiore…..
    Strano perchè a quanto pare nel Sud-Italia si lamenta una careza di infrastrutture….
    Volevo precisare la capitozzatura della chioma, non viene fatta solo per motivi di trasporto, ma principalmente per favorire lo sviluppo radicale (se ce ne sono rimaste….)per favorirne l’ attecchimento.
    Mi duole dirlo, ma la chioma così capitozzata, e magari modellata in “maniera artistica” è oggetto di apprezzamento da parte di un pubblico poco sensibile…alle reali sofferenze che infliggiamo.
    In un momento di crisi, purtroppo bisogna piegare la testa ai voleri del pubblico,pur ricordando che la pianta deve seguire la sua natura e non i nostri voleri.
    In ultima analisi, quest’anno con il freddo che c’è stato, molti ulivi, specie quelli piccoli, hanno riporato gravi danni e chi deve fare il giardino ex-novo, sta dirottanto le proprie scelte, su altre piante.
    D’ altronde i nostri avi, quanti ulivi, sughere, palme o lecci piantavano nei loro giardini? E’ vero che il clima è cambiato, ma a volte può tornare indietro, alle sue origini…

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