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Forma il tuo Verde

“L’occhio naturale” e il Paesaggio, l’esperto raddoppia – autunno 2011

Vestiti di natura

 

L’interpretazione della natura nella collaborazione fotografica tra Giovanni Poletti e la rivista Immagina.

 

Il plissè di un abito di chiffon o…la simmetria delle lamelle di un fungo?

Classificare i funghi come appartenenti al regno vegetale non è corretto per l’assenza di clorofilla e quindi di pigmento verde.

Non hanno nessun bisogno di crescere alla luce e sono addirittura privi delle difese comuni a tutte le piante necessarie per non essiccare all’esposizione dei raggi solari.

Un’altra differenza è che i funghi non hanno tronco, nè rami, nè foglie e non posseggono radici vere e proprie.

Le lamelle si trovano, talvolta nascoste, disposte a raggiera proprio sotto al cappello. Queste sottili “pieghe” che sovrastano il gambo svolgono una funzione fondamentale per la riproduzione dei funghi contenendo milioni di cellule riproduttrici dette spore.

Alla maturazione, le spore si staccano dalle lamelle e si disperdono nell’ambiente grazie al vento

 

Un tessuto damascato…o la geometria di un fiore di carciofo?

Il fiore del carciofo (Cynara Scolymus) aveva ispirato a Orazio il nome di una giovane amante, forse per il suo aspetto polposo e saporito, o anche per le sue spine. Nella mitologia si narra di come la bellissima ninfa Cynara, chiamata così a causa dei suoi capelli color cenere, per non essersi concessa a Giove fu trasformata in una pianta spinosa e appuntita.

Secondo lo scrittore Decio Bruno Columella, il miglior agronomo latino, il nome Cynara deriva dall’usanza degli agricoltori di spargere, come fertilizzante, cenere sui campi mentre il nome scòlymus, deriva dal greco e significa appuntito, riferendosi probabilmente alla forma appuntita di alcuni tipi di carciofo.

 

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