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TGCOM24 “Fiori e Foglie” intervista Giovanni Poletti

Un problema più che mai attuale

ghiaccio e cielo

 

Giovanni Poletti è stato nuovamente intervistato da Daniela Di Matteo per conto del blog del TGCOM24 “Fiori e Foglie”, gruppo Mediaset, a proposito dell’abuso del sale come mezzo antigelivo sulle strade e dei relativi danni ad esso correlati; di seguito il testo pubblicato.

 

Sale anti-ghiaccio? Uccide gli alberi di città

 

Basta guardare un telegiornale: uomini dotati di grosse pale scaraventano dai camion chili e chili di sale contro il ghiaccio. Strade, marciapiedi, aiuole spartitraffico. L’importante è buttare tutto il sale possibile, e più se ne butta e meglio è. Anche le amministrazioni comunali la pensano così. Basta dare un’occhiata ai loro comunicati: le tonnellate di sale anti-ghiaccio sparse nelle strade sono motivo di orgoglio, attestano l’impegno per i cittadini.

 

Tutto vero, ma c’è un’informazione che invece viene molto meno diffusa e non gode di altrettanta popolarità: l’effetto di tutto quel sale sull’ambiente, in particolare sugli alberi delle città. Fiori&Foglie ha indagato, girando le sue domande a Giovanni Poletti, uno che degli alberi ha fatto il suo mestiere (www.docgreen.it), esperto di alberature urbane e stabilità. Le sue risposte non possono che destare allarme…

 

Giovanni, che effetti ha il sale anti-ghiaccio sulle piante?
Beh, Daniela, è facile da capire: il sale ha un effetto diserbante. Che significa che non uccide solo l’erba, ma tutto ciò che è vita vegetale, alberi compresi. Basti pensare che quando i Romani rasero al suolo la città di Cartagine, per rendere completa la distruzione, sparsero sale sui campi, in modo che non potessero più essere coltivati.

 

Nello specifico il sale impatta in tre maniere sull’ambiente:
– uccide le piante
– danneggia il terreno distruggendone la struttura ed eliminando microfauna e microflora
– dilavato dalle piogge, il sale finisce nella falda, inquinandola: l’arricchisce infatti con elementi che non dovrebbero essere presenti

 

Che danno può creare il sale anti-gelo sugli alberi?
Se la concentrazione è forte, secca una parte della chioma e poi tutto l’albero. Il sale indebolisce le alberature e si unisce a tutti quei fattori che incidono negativamente sulla salute degli alberi di città. Si tratta di piante già di per sè a rischio, perché crescono in un ambiente inquinato, per sua natura ostile alla vita vegetale. L’indebolimento rende perciò l’albero più prono alle malattie e meno reattivo nel combatterle.

 

Giovanni, cosa si può fare per contrastare questi effetti così negativi?
E’ la quantità di sale sparso il punto centrale della questione: più cresce la concentrazione di sale nel terreno, e più crea problemi agli alberi. Pensa che per un’efficace azione anti-ghiaccio sulle strade basterebbero 10, 20, 30 grammi di sale al mq, ma in alcuni comuni se ne spargono anche 400 grammi al metro quadrato, un’enormità! La quantità di tonnellate di sale anti-gelo è diventata un vanto, più se ne butta e meglio è… Ma il problema è che dopo l’emergenza, il sale non sparisce: si accumula, viene trasportato dalle piogge, si concentra in alcuni punti del terreno, finisce negli scarichi delle fogne e da lì ai depuratori, che non sono certo dotati di dissalatori nelle grandi città italiane del nord. Impatta anche sulle strutture di cemento armato. Il sale infatti è corrosivo per i metalli: basta guardare gli elementi di un porto, tutti corrosi dall’acqua salata del mare.

 

Di questi terribili effetti del sale anti-ghiaccio nessuno parla, però. Perché, secondo te?
Perché per le amministrazioni comunali è un punto d’onore spargere più sale possibile: in questo modo mostrano di avere a cuore la sicurezza dei cittadini. Accolgono male qualunque critica sull’argomento. Inoltre i cittadini stessi sono quelli che per primi si allarmano, anche prima che il gelo effettivamente ci sia, bersagliando con decine di telefonate gli enti preposti. La questione è spinosa, quindi si preferisce non affrontarla.

 

Contrastare il gelo ha senso, certo, ma il problema è la maniera in cui lo si fa. Spargere sale su strade asciutte non serve: il ghiaccio si forma dove è bagnato ed è lì che diventa pericoloso. Non serve buttarlo sulla neve. E spargerlo in quantità spropositate, con passaggi ripetuti, senza pensare alle conseguenze per gli alberi non va bene: ha poco senso poi affannarsi a rinverdire la città con grandi campagne pubblicitarie piantando centinaia di nuovi esemplari, se non ci si preoccupa di quelli che ci sono già.

 

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Commenti

  1. by sofie on febbraio 7th, 2012 at 21:51

    Concordo sul fatto che non deve essere buttato sulla neve nè a sproposito sulla strada asciutta, ma senza il sale sarebbe difficile combattere il ghiaccio che si forma sui marciapiedi e sulle strade, purtroppo. Si dovrebbe cercare un metodo alternativo che non danneggi le piante ma che eviti gli inevitabili disagi che la gente si trova a dover affrontare quando si creano quelle spiacevoli lastre di ghiaccio sulle quali non è sempre piacevole pattinarci sopra

  2. by Giovanni Poletti on febbraio 7th, 2012 at 22:48

    Grazie Sofie, sono d’accordo con te.
    Il problema sta sia nel modo in cui il sale viene distribuito, sia nella quantità.
    Oggi però è anche vero che ben pochi sono disposti a tollerare la benchè minima presenza di neve ghiaccio sulle strade, siano essi pedoni o automobilisti e nonostante questi fatti avvengano, proprio come ora, in pieno inverno.
    E’ un pò quello che succede, all’opposto, con il caldo: impossibile vivere senza condizionatore. Mi pare che si sia abbastanza perso di vista il rapporto con l’ambiente che ci circonda, purtroppo.

  3. by federica toselli on febbraio 8th, 2012 at 18:48

    L’ argomento trattato calza proprio a pennello, non tanto perchè è nevicato, quanto perchè porterebbe a fare una riflessione, tutto questo sale dove va a finire? Anche questo va ad incidere sull’incremento dell’inquinamento urbano, invernale, quando basterebbe garantire la sicurezza anche con meno.
    A conferma dell’effetto “diserbante”, io da “collega minore” (sono perito agrario e non agronomo…), ma che per motivi di lavoro, maneggio alberi e piante, alcuni anni fa a me capitò un caso di “contaminazione” da sale antineve, su un esemplare ad albero di Carpinus betulus. Mi ricordo ancora oggi, come allora, un rametto campione che un cliente ci portò, sbigottito, perchè ai primi di aprile, la pianta (ben visibile anche sul ramo) si presentava con le foglie apicali secche, mentre quelle nate dopo, iniziavano ad essere verdi. Quello fu un sintomo di “contaminazione” da sale antineve; infatti il cliente ci confermò che vicino al suo albero, durante l’inverno, avevano ammucchiato del sale, a mò di scorta, come molte volte capita di vedere lungo le aiuole stradali. Fortunatamente, la pianta era abbastanza “grande” e la quantità di sale non tanta da precludere la vita della medesima, cosicchè gli consigliammo di innaffiare abbondantemente, il terreno limitrofo, per dilavare più sale possibile.
    Questo tema è un po’ simile all’uso indiscriminato dei diserbanti e degli antiparassitari che si fa in primavera, soprattutto nei piccoli giardini; infatti a nessuno piace vedere “erbe od insetti” strani che dimorano tra le piante e tutti via a prendere il prodotto per far fuori il nemico, senza pensare un attimo e cercare di usare anche prodotti meno impattanti. Aver cura delle piante è giusto, ma basterebbe avere un po’ più di buon senso per contribuire a preservare quel poco di buono che c’è ……rimasto ancora!

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