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“L’occhio naturale” e il Paesaggio, l’esperto raddoppia – inverno 2010

Immagina


Prosegue la carrellata di immagini inerente la collaborazione di Giovanni Poletti con la rivista Immagina.

L’affascinate architettura di una ragnatela ricoperta di cristalli di ghiaccio, gli ingannevoli riflessi delle chione degli alberi in uno specchio d’acqua e una”ridente” capsula di Pulownia tomentosa sono stati il corredo fotografico de “L’occhio naturale” nell’inverno 2010.

 

Là oltre il fumo di nebbia, dentro gli alberi
vigila la potenza delle foglie, vero è il fiume che preme sulle rive.

Da “La vita non è sogno…”
Salvatore Quasimodo

 

Le capsule leggere e legnose della Paulownia, delle dimensioni di una noce persistono vuote sulla pianta, fino alla primavera seguente. Il nome del genere è dedicato alla Granduchessa Anna Paulowna Romanov (1795-1865), figlia dello Zar Paolo I di Russia, andata in sposa a re Guglielmo II dei Paesi Bassi.

Ancora oggi un piccolo paese porta il suo nome e costituisce la più grande superficie coltivata a bulbi da fiore del paese.
In Giappone, anticamente, la Paulownia era considerata un albero sacro; la sua sagoma compariva come decorazione sugli abiti degli imperatori ed era lo stemma più importante dopo il crisantemo.
Un esemplare appartenente allo stesso genere era radicato nel Parco della Pace di Hiroshima: sopravissuto allo scoppio della bomba atomica del 6 agosto 1945, era germogliato nuovamente poco tempo all’esplosione diventando in breve il simbolo di pace e speranza di un’intera nazione. Malauguratamente, nel 2004 il passaggio di un tifone ha abbattuto l’albero.

 

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