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Analisi stabilità degli alberi torinesi | 20

Lo scrittoio portatile

Massimiliano Demi

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data: mercoledì 20 aprile

presenze: Giovanni Poletti, Massimiliano Demi

luogo: parcheggio Piazzale Caio Mario (Caio Mario Park)

attività: analisi visive/strumentali

Eccoci nel vivo di Caio Mario Parking, pienamente operativi per le analisi visive e strumentali degli alberi perimetrali con le poche eccezioni dei Platani (Platanus hybrida) disposti in ordine sparso tra Piazzale Caio Mario vero e proprio, Corso Unione Sovietica, Corso Giovanni Agnelli e il terminal degli autobus GTT.

Appena arrivati, la sorpresa per Demi in fatto di equipaggiamento: lo “scrittoio” portatile o maxi-quaderno rigido.

Giovanni Poletti, da sempre convinto sostenitore della necessità in campo di un equipaggiamento il più possibile a “bassa tecnologia” ha elaborato una soluzione artigianale, al pari del calibro dendrometrico, ma davvero efficace: lo scrittoio portatile, appunto.

Le sue principali caratteristiche: una lastra di legno compensato a due strati, opportunamente verniciato a scopo impermeabilizzante, con un bordo ispessito nel lato in appoggio con il corpo, dotato di cinghia di trasporto e posizionamento, su cui è direttamente avvitato il meccanismo metallico si apertura/chiusura ad anelli. Risultato: un piano di scrittura non affaticante per il sostegno, ampio, molto versatile per quanto riguarda il trasporto e l’uso che libera l’operatore della necessità di riporre a terra o dove capita le schede in caso di necessità quale, ad esempio, una repentina necessità telefonica. Unica accortezza, il riparo del collo dallo sfregamento della cinghia di sostegno con il semplice rialzo del bavero della maglia o giacca da lavoro.

Un oggetto estremamente semplice ma in grado di fare la differenza in contesti di prolungata scrittura in piedi.

Alcune premesse per meglio spiegare l’oggetto e il suo uso.

Le singole piante vengono schedate una a una su singoli fogli di carta in formato A4, indipendentemente che si debba eseguire un’analisi visiva o strumentale. Data la scheda in uso a Torino nel caso delle visive (o analisi visive che dir si voglia) che sempre sono la nettissima maggioranza, il retro del foglio rimane inutilizzato. Questo fatto fa si che se da un lato il numero di fogli raddoppia, dall’altro “pesa” maggiormente la flessibilità d’uso: 1 foglio = 1 albero, con tutte le possibilità di correzione e gestione che questo metodo consente.

Come detto, il rovescio della medaglia è l’inevitabile manipolazione di centinaia di fogli di carta, tutt’altro che agevole in termini di peso o con condizioni atmosferiche non buone, basti pensare a una giornata ventosa e per non parlare della pioggia, anche se questa evenienza rende il discorso un po’ diverso.

Un primo aiuto è dato dall’uso di robusti quadernoni a 4 anelli di volta in volta aperti per estrarre le schede compilate e l’inserimento di schede nuove. Ogni valutatore trova un suo equilibrio ma generalmente un buon compromesso tra autonomia/peso/praticità d’uso si ha con circa 40 – 60 fogli inseriti. I quadernoni migliori consentono il ripiegamento della prima facciata sulla seconda senza danni come fosse una rilegatura a spirale; per esperienza d’inverno ciò è solo parzialmente vero dato che con il freddo (o con l’uso ripetuto) la plastica tende a rompersi vanificando la spesa (circa 5 €). Del resto, scrivere con la mano destra appoggiandosi sul braccio con carta e supporto sul braccio sinistro è ottimo, ma solo per poche piante. Come scelta personale, Poletti detesta anche questa soluzione.

Un approfondimento sulle possibili alternative elettroniche sarà oggetto di un articolo dedicato, vista la complessità dell’argomento.

Comunque grande è la soddisfazione di entrambi con Massimiliano Demi che sgrana gli occhi e immediatamente indossa il proprio prototipo: “andiamo?”.

La mattina scorre nell’esecuzione di 80 analisi visive, concluse per l’ora di pranzo.

Il pomeriggio invece si apre eseguendo le analisi strumentali di 38 alberi all’insegna di un’anomala calura primaverile.

Alle 19,30 la conclusione della giornata lavorativa.

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