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Lotta al Punteruolo Rosso

Una gestione del Verde attenta ai problemi delle Palme

Si è svolto venerdì 22 e sabato 23 gennaio 2010 a Sanremo, presso il Palafiori, il convegno internazionale “Lotta al Punteruolo rosso: a che punto siamo?”, dedicato alle tematiche del Rhynchophorus ferrugineus Olivier, parassita delle palme originario del Sud-est asiatico.

Si è trattato del terzo incontro a carattere internazionale organizzato nella Città dei Fiori dopo quelli nel 2001 e nel 2006, che servirono per lanciare l’allarme a livello europeo e per segnalare il verificarsi del problema nel nostro Paese.

Nelle due giornate di informazione tecnico-scientifica si è fatta l’analisi delle modalità di lotta e dei risultati raggiunti fino ad oggi.

In Italia sono decine di migliaia gli esemplari morti e anche a Sanremo l’emergenza fitosanitaria è divenuta realtà, quando, martedì 19 gennaio, è stata abbattuta la prima pianta infestata, all’interno di un giardino di proprietà privata.

L’operazione è stata eseguita dal Servizio Giardini Comunale e dal Servizio Fitosanitario Regionale, in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche per le Palme di Sanremo, nella persona di Claudio Littardi, in base all’“Ordinanza per la lotta obbligatoria al Rhynchophorus ferrugineus, Punteruolo rosso delle palme”.

Al momento, infatti, in attesa di certezze derivanti dalle metodologie di cura, il pronto abbattimento e la corretta bio-triturazione degli esemplari infestati è l’unico modo per circoscrivere il focolaio e salvaguardare il patrimonio ambientale, storico e turistico che le palme rappresentano per la Riviera. Il coleottero può diventare, inoltre, un pericolo per i cittadini in caso di crolli, nonché di accanimento terapeutico con prodotti chimici.

L’abbattimento è avvenuto alla presenza di Carlo Pasini del CRA-FSO, l’Unità di Ricerca per la Floricoltura e le Specie Ornamentali di Sanremo, che al termine ha prelevato e portato in laboratorio gli insetti, larve e adulti, ai fini della ricerca, nell’ambito del progetto “Tecniche di difesa dal Punteruolo rosso delle palme, Rhynchophorus ferrugineus (DIPROPALM)”. Allo studio, finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, partecipano altresì il CRA di Firenze, l’Università di Catania e l’Università di Napoli Federico II.

Ad aprire il convegno i saluti di Gianni Berrino e Franco Colacito, Assessori al Verde Pubblico dei Comuni di Sanremo e Bordighera, fra gli organizzatori dell’evento. Colacito ha ricordato i successi ottenuti grazie all’opera di contenimento degli specialisti: solo 30 esemplari sono stati abbattuti nella Città delle Palme dal manifestarsi del fitofago ad oggi. Berrino, poi, ha ufficializzato che ai privati un aiuto concreto nello smaltimento verrà dal Comune. La nuova Amministrazione, dopo 4 anni, ha ripreso la regolare potatura ed oltre 300 palme delle 8 mila presenti a Sanremo sono già state pulite. Ciò agevola il monitoraggio, che, nelle parole di Santi Longo del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Fitosanitarie (DISTEF) dell’Università di Catania, gioca un ruolo fondamentale perché consente la diagnosi precoce. A tal fine si ricorre, oltreché ad un attento e periodico controllo visivo delle piante, a trappole biologiche opportunamente piazzate.

Un’ulteriore novità è costituita dall’impiego di cani da fiuto, come hanno spiegato Pompeo Suma e Alessandra La Pergola del DISTEF di Catania. Si sfrutta il loro olfatto, notevolmente superiore a quello degli esseri umani, e si utilizzano quelle razze, golden retriever e rottweiler, con una particolare predisposizione. Ad attirarli, probabilmente, i feromoni del parassita, unitamente ai tessuti erosi, sostanze altamente volatili, della pianta. Importante è che il cane riconosca l’insetto adulto, prima di un’avanzata colonizzazione. Precedenti, riferiti ai dattereti, si ritrovano nella letteratura israeliana. Per ora si tratta di cani, provenienti da un centro di addestramento, adulti e già impiegati in altre ricerche, che vengono “riadattati” allo scopo. Gli esiti ottenuti nel primo anno dei tre previsti dal DIPROPALM sono molto incoraggianti ed indirizzano verso un’apposita formazione dei cuccioli.

Per fare fronte comune con la vicina Costa Azzurra e tutta la frangia mediterranea francese, di particolare importanza è stato il contributo di Marc Lebrun, del CIRAD di Montpellier, sul “Progetto Phoenix”, sviluppato in collaborazione con il CRA-FSO di Sanremo e con il Centro Studi e Ricerche per le Palme. Si sperimenta l’uso di un “naso elettronico” nell’individuazione precoce dell’infestazione. In futuro tale sistema potrebbe trovare una valida applicazione nei porti e nelle zone di transito delle merci. La sperimentazione, tuttavia, è ancora in fase iniziale e si spera di confermare i primi risultati raggiunti al “Dies Palmarum 2010”, in programma a dicembre nella Città dei Fiori.

Quando dal monitoraggio si passa alla lotta, ecco che il CRA – Centro di Ricerca per l’Agrobiologia e la Pedologia di Firenze, rappresentato al convegno da Valeria Francardi, ha individuato in laboratorio due funghi entomopatogeni in grado di provocare una certa mortalità del fitofago, sia allo stadio larvale che adulto. Quando viene a contatto con i funghi, le loro ife lo ricoprono e, penetrando all’interno dell’organismo, lo uccidono. L’applicazione della microbiologia, non dannosa per le piante, risulta interessante, pur dovendo collocarsi in un sistema integrato di difesa. La ricerca, condotta nelle condizioni ottimali per i funghi consentite dal laboratorio, necessita di essere provata sul campo. Essa costituisce, comunque, un punto di partenza per ulteriori approfondimenti.

Veterani in quella definita una vera e propria guerra al Rhynchophorus ferrugineus Olivier, sono Biagio Scanniello, Direttore Verde Pubblico del Comune di Salerno, e Giuseppe La Mantia, della Ripartizione Ville e Giardini del Comune di Palermo. Abbattimento è stato il concetto forte dei loro interventi. Scanniello, dopo aver tentato, in collaborazione con i Servizi fitopatologici, ogni tipo di lotta, si è arreso all’idea di un mutamento del verde pubblico e La Mantia ha raccontato la propria esperienza fin dalla prima pianta infestata nella “Palermo ferita”. Con la dendrochirurgia, ha dichiarato, si è solo posticipata la morte nel 90% dei casi. E soprattutto si rischia di lasciare in piedi un possibile focolaio. Con l’abbattimento al primo sorgere dell’infestazione, al contrario, si sacrifica un esemplare compromesso per salvare dal pericolo di contagio le palme vicine, ricordando che l’insetto è capace di un volo fino a 1-2 chilometri.

Fra le novità apprezzabili, infine, di questo convegno è l’Ecopalm Ring: una macchina, modulare e facilmente trasportabile, per la disinfestazione ecologica mediante la tecnologia a microonde. Il brevetto risale al 2007 ed il funzionamento è stato illustrato da Adriano Isotton della ditta Ecopalm di Modena. Il parassita, come l’uomo, è composto per la maggior parte da acqua. Quando le microonde ad altissima frequenza, penetrando il legno senza danni, vengono a contatto con le molecole d’acqua del fitofago, adulto o larva che sia, generano una vibrazione fortissima, che lo uccide. Anche l’Ecopalm Ring trova la sua validità ai primordi della colonizzazione ed è stata sperimentata, fra l’altro, nel 2008 in Campania. Il costo si aggira intorno ai 600 euro per la singola operazione. I risultati sembrano incoraggianti: la percentuale dei coleotteri morti sfiora il 100% e le palme trattate sono sopravvissute senza essere riattaccate subito, tornando a germogliare in primavera. Il trattamento, infatti, elimina l’odore che attira il Punteruolo rosso fino alla nuova fioritura. La comunità scientifica, comunque, attende maggiori conferme circa l’efficacia di tale metodo.

Di seguito gli atti del primo intervento.

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