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“Impegnati nel verde”, un uso del territorio che guarda al futuro

Il golf “avanzato”

Il progetto nasce in Europa nel 1997 per volontà dell’E.G.A. (European Golf Association) e con la Dichiarazione di Valderrama il progetto raggiunge la piena funzionalità e diviene un modello di riferimento per la gestione ecocompatibile dei percorsi di golf in tutti gli stati europei. La dichiarazione di Valderrama rappresenta un documento formale approvato e firmato dalle più importanti associazioni inerenti il golf e patrocinato delle maggiori organizzazioni mondiali impegnate nella protezione dell’ambiente: U.S.G.A. (United States Golf Association), E.G.A. (European Golf Association) e R&A, (Royal and Ancient Golf Club di St. Andrews, culla del golf e governing body per questo sport), Commissione Ambiente del C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale), W.W.F. Internazionale, Direzione del Programma Ambientale dell’O.N.U. e Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea.

La Federazione Italiana Golf aderisce da subito, il progetto è volontario ma anche i circoli italiani mostrano da subito un elevato interesse, segno della presenza di una diffusa sensibilità ambientale, che negli anni fortunatamente continua a crescere. Attualmente sono 70 i circoli italiani iscritti al progetto di certificazione ambientale.

I paesi europei aderenti al progetto “Committed to green” sono 13 (Belgio, Danimarca, Inghilterra, Italia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Portogallo, Scozia, Slovenia, Svezia) e, al momento, i circoli certificati a livello europeo sono 19 (di cui due italiani: G.C. Carimate in provincia di Como e G.C. Verona).

Obiettivo non secondario del progetto Impegnati nel verde è anche l’utilizzo di risorse rinnovabili o considerate “di scarto”: ad esempio le acque provenienti da impianti di depurazione: Albarella (RO), San Domenico (BA), Pevero (SS), Tirrenia (PI), Punta Ala (GR), Cervia (RA).

Pochi sono a conoscenza inoltre che parecchi circoli italiani (G.C. Barlassina (MI), G.C. Carimate (CO), G.C. Milano, G.C. Toscana (GR), G.C. La Filanda (SV), etc.) sono monitorati direttamente dalle ASL di competenza del territorio o dall’ARPA, mediante visite frequenti e analisi chimico-fisiche di campioni di suolo e di acqua e mai, in nessun caso, sono stati riscontrati elementi inquinanti. Esistono inoltre numerosi campi che volontariamente o per divieti locali, non utilizzano alcun prodotto fitosanitario, ad esempio i G.C. La Filanda (SV), G.C. Fiuggi (FR), G.C. Girasoli (TO), G.C. Cesenatico (FO).

Un ruolo importante i percorsi di golf lo rivestono anche come soluzione “verde” per la riqualificazione territoriale di ex-cave o ex-discariche di inerti: numerosi campi italiani sono infatti sorti su discariche esaurite o in ex-cave -G.C. S. Anna (GE), Matilde di Canossa (RE), I Fiordalisi (FO), Versilia (LU), Parco dei Medici (RM), Rapallo (GE)- trasformando così aree degradate in veri e propri polmoni verdi immersi in una matrice depauperata e profondamente alterata dal punto di vista naturalistico.

Il progetto “Impegnati nel verde” ha già in parte dimostrato, ma ancora molto si può fare, che un percorso di golf, che sia oggetto di una corretta manutenzione, rappresenta una risorsa positiva per l’ambiente e per la comunità economica.

Il programma di certificazione ambientale “Impegnati nel Verde” è un progetto europeo, che fa capo alla Committed to Green Foundation, e ha lo scopo di fornire delle linee guida per impostare un’attenta e corretta politica ambientale nei percorsi di golf. L’adesione dei circoli al progetto è volontaria e l’obiettivo è quello di ottenere un miglioramento continuo nel rapporto tra il golf e l’ambiente circostante. Per garantire la massima obiettività e credibilità la definizione dei criteri di ecocompatibilità e la consegna del riconoscimento sono periodicamente soggetti a verifica indipendente (enti preposti: Comitato Tecnico Scientifico Nazionale e European Advisory Commission).

Fasi del programma di certificazione ambientale “Impegnati nel verde”

Il programma si articola in sette fasi:

1. Adesione. Compilazione e invio del Modulo di Adesione alla Sezione Tappeti Erbosi della FIG per consentire di ricevere le prime informazioni sul circolo.

2. Ricognizione ambientale. Valutazione delle prestazioni ambientali ed ecologiche relative al percorso di golf da parte della consulente ambientale per poter sviluppare un piano di gestione ecocompatibile.

3. Piano di gestione ambientale. Definizione di un piano di gestione ecocompatibile mirato alla salvaguardia dell’ambiente naturale e delle sue risorse, in collaborazione con la consulente ambientale, compatibile con il paesaggio in cui è inserito il percorso di golf. Occorre programmare e conseguire nel tempo una politica ecologically correct per poter arrivare alla certificazione nazionale. Tale piano è organizzato in sette categorie, per ciascuna delle quali devono registrarsi dei progressi. Le categorie sono: 1) Salvaguardia della natura e del paesaggio; 2) Gestione delle risorse idriche; 3) Gestione del tappeto erboso; 4) Gestione dei rifiuti; 5) Risparmio energetico e strategie di acquisto; 6) Formazione professionale degli addetti e ambiente di lavoro e rispetto della normativa; 7) Comunicazione e sensibilizzazione del pubblico.

4. Certificazione nazionale. Esposizione al Comitato Tecnico Scientifico Nazionale, composto da docenti di varie università italiane, dei risultati ambientali raggiunti dal circolo e consegna di tutta la documentazione necessaria per testimoniare i miglioramenti effettuati.

5. Certificazione europea. Esposizione alla Advisory Commission, del lavoro svolto dal circolo, in particolare per gli sforzi effettuati e gli interventi innovativi realizzati per la salvaguardia dell’ambiente e delle sue risorse. Consegna di tutta la documentazione necessaria per presentare la politica ambientale operata dal circolo.

6. Bandierina verde. Assegnazione della certificazione “Impegnati nel Verde” ai circoli meritevoli, quale riconoscimento per i significativi progressi raggiunti nelle sette categorie di impegno previste.

7. Verifica e rinnovo della certificazione. Ogni tre anni per poter mantenere la bandierina verde, i circoli certificati sono sottoposti ad un controllo degli standard ambientali e alla verifica del continuo impegno nella salvaguardia dell’ambiente e implementazione del Piano di Gestione Ambientale. Non solo occorre mantenere quanto realizzato per la certificazione nazionale, ma occorre apportare continui miglioramenti in campo ambientale.

Esempi di interventi e progetti speciali per l’ottenimento della certificazione europea:

  • Misurazione “dettagliata” delle superfici di gioco (campo pratica, greens, tees, fairways, bunkers, delle aree naturali e incolte, dei corpi idrici)
  • Utilizzo di un programma di lotta integrata e sviluppo delle pratiche agronomiche per la gestione del tappeto erboso
  • Diminuizione delle superfici a fairways e utilizzo di specie a bassa manutenzione
  • Riduzione e ottimizzazione del consumo di fitofarmaci e fertilizzanti, fissare delle soglie di tolleranza al di sotto delle quali non intervenire ed effettuare trattamenti localizzati e formazione del personale su manipolazione e utilizzo di sostanze chimiche
  • Analisi biennali chimico-fisiche di campioni di suolo
  • Analisi multiresiduale di campioni di acqua del lago per il monitoraggio di eventuali inquinanti
  • Piattaforma di lavaggio con vasca di decantazione e disoleatore (a ciclo chiuso o connessa alla rete fognaria)
  • Raccolta differenziata dei rifiuti lungo il percorso e in segreteria; stoccaggio corretto dei rifiuti speciali (a norma di legge) e smaltimento corretto dei rifiuti speciali (oli esausti, batterie, contenitori fitofarmaci, stracci oleati, fanghi e toner in polvere); compilazione dei MUD annuale
  • Sistema di irrigazione efficiente e automatico con il controllo dei singoli irrigatori; microirrigazione, syringing…
  • Sistemi di riutilizzo delle acque (drenaggi, pozzetti, acque secondarie: acque reflue civili, da depurazione, etc.)
  • Progetto di landscaping, per il naturale inserimento del percorso di golf nel paesaggio circostante, comprensivo della naturalizzazione di laghi e rogge, della creazione di microhabitat per la conservazione della flora e della fauna locali nelle aree non interessate dal gioco, lasciando crescere la vegetazione spontaneamente allo scopo di favorire l’alimentazione e la riproduzione di piccoli animali (avifauna, micromammiferi, insetti), funghi e specie vegetali erbacee
  • Aree naturali e incolte, non SR, pari o superiori al 3% dell’area totale della proprietà
  • Piano di Gestione del Patrimonio arboreo (censimento degli alberi e arbusti, eradicazione di specie esotiche, piano di manutenzione, etc)
  • Piano di Gestione Faunistico (eradicazione di specie esotiche, presenza di cassette nido-mangiatoie, etc.);
  • Compostaggio ed utilizzo dei residui vegetali (rami e foglie)
  • Utilizzo di lampade a basso consumo in clubhouse e di golf-car elettrici
  • Utilizzo di fonti di energia alternativa (es. solare termico per le docce; pompe a pannelli fotovoltaici per il sollevamento dell’acqua, etc.).

autore: Sabrina Verde – Coordinatrice del progetto europeo “Impegnati nel verde”
Consulente Ambientale della Federazione Italiana Golf

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