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Tappeti erbosi: la gestione del verde dove l’acqua scarseggia

Acqua e macroterme

Esistono particolari condizioni ambientali dove, per vari motivi, il prato non ha a disposizione una quantità di acqua sufficiente per crescere rigoglioso. La scelta delle macroterme adatte e l’uso del lapillo.

Queste condizioni possono presentarsi solo per un certo periodo dell’anno, nelle nostre regioni insulari e costiere, oppure possono essere proprie di alcune situazioni: terreni in pendio, dove l’acqua tende a scivolare verso il basso, o aree pubbliche di grossa estensione dove sarebbe troppo oneroso e difficoltoso assicurare un apporto idrico costante. Eppure proprio in questi casi, soprattutto nelle zone dove il caldo e la siccità perdurano per buona parte dell’anno, il manto erboso può costituire un elemento piacevole e rinfrescante.

E’ possibile, seguendo alcuni accorgimenti, realizzare e mantenere un prato anche dove l’acqua scarseggia. Attenzione, un prato a «bassa esigenza idrica» non significa che non richiede mai annaffiature, vuol dire che riesce a superare periodi di siccità più lunghi rispetto ad un prato tradizionale. Viene realizzato in modo che il consumo di acqua sia ridotto al minimo, cercando anche di sfruttare al meglio le scarse risorse idriche ad esempio con la costruzione di un impianto automatico di irrigazione, per limitare gli sprechi di acqua, e di una cisterna o di un pozzo.
La creazione di un prato resistente alla siccità prevede prima di tutto un’adeguata preparazione del terreno con l’aggiunta di materiali inerti che lo rendano più permeabile (ad es. sabbie vulcaniche); un terreno impermeabile infatti costringe le radici a svilupparsi orizzontalmente e non verso il basso.
Si dovrà quindi ottenere uno strato sufficientemente poroso per consentire l’infiltrazione dell’acqua, ma che nel contempo possegga una capacità di ritenzione idrica a circa 20 cm dalla superficie dove le radici attingono umidità.
L’altro fattore importante per la riuscita è la scelta della semente. Attualmente, grazie al miglioramento genetico di alcune specie di graminacee, sono state selezionate delle varietà che resistono bene anche in condizioni di carenze idriche; è stato anche migliorato l’aspetto grossolano che in genere possiede la specie di appartenenza (es. Festuca arundinacea e Cynodon dactylon), rendendo le foglie più fini e soffici.
In genere le varietà resistenti alla siccità sono anche resistenti alle alte temperature, ma non viceversa, e appartengono quasi tutte al gruppo delle «macroterme» (le graminacee adatte a climi caldi), come Pennisetum clandestinum, Cynodon dactylon e Zoysia japonica, queste potranno essere seminate solo al Sud e nelle isole.
In tutte le altre regioni si dovranno usare specie microterme; la più resistente alla siccità si è rivelata essere Festuca arundinacea, ma sono adatte anche alcune varietà di Festuca rubra, di Lolium perenne e di Poa pratensis (v. tabella Miscugli). Infine per aiutare l’erba a superare periodi siccitosi è molto importante curare la manutenzione in modo da stimolare l’approfondimento delle radici. Per l’irrigazione vale quanto già detto, cercando di ottimizzare i consumi.
Per la concimazione sono da preferire i prodotti a lenta cessione che assicurano un miglior equilibrio nutrizionale tra foglie e radici; in primavera e fine estate sono adatti i concimi con una percentuale maggiore di azoto, mentre a inizio estate e in autunno sono da preferire prodotti con un più alto titolo di potassio che migliora l’assorbimento idrico. Tutti i concimi devono comunque contenere il fosforo, utile allo sviluppo radicale. Per quello che riguarda la tosatura è importante che sia fatta con regolarità, aumentando l’altezza in estate.

La manutenzione
In estate l’erba cresce più lentamente a causa della scarsità di acqua disponibile e delle alte temperature, perciò è bene tosare meno sovente (ogni 10-12 giorni). E’ anche consigliabile alzare il taglio di circa 1 cm per impedire che il sole cocente danneggi la base degli steli. Lasciando l’erba un po’ più alta si limita anche una rapida evaporazione dell’acqua.
A questo proposito ricordiamo che e indispensabile reintegrare la scorta idrica negli strati sottostanti del terreno per far sì che l’apparato radicale riesca a reperire un’adeguata umidità; in questo modo tenderà a svilupparsi verso il basso, consentendo all’erba di reagire meglio alla siccità-estiva.
Per rispettare questa necessità conviene evitare le spruzzatine quotidiane, non sufficienti ad impregnare gli strati profondi, ma annaffiare abbondantemente ogni 2-3 giorni. Inoltre per irrigare sono da preferire le prime ore del mattino o meglio quelle serali quando la temperatura non è troppo elevata e l’acqua ha il tempo di penetrare nel terreno prima di evaporare.

fonte: Cultura del Verde

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