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La progettazione del Verde pensile

Il Verde sopra tutto: i vantaggi dei sistemi di inverdimento pensili

Il binomio terrazzo-giardino, noto fin dall’antichità, ha assunto un nuovo interesse quale elemento di sintesi nelle tradizionali contrapposizioni urbanizzato/naturale, costruito/non costruito, cementato/Verde.

In tale contesto, la parte vegetata può costituire rapporto privilegiato con l’esterno, fornendo uno spazio di vita supplementare su una superficie artificiale altrimenti “inanimata”.

Come spesso accade per i giardini tradizionali, è necessario ideare uno spazio semplice, leggibile, capace di prolungare lo spazio costruito magari da vivere anche durante tutto il corso dell’anno.

Il Verde stratificato

Sin dagli anni Sessanta nei paesi d’oltralpe, in particolare in Germania, Svizzera e Francia, è stata affrontata la problematica del Verde pensile con ricerche e tecnologie finalizzate alla realizzazione di coperture sicure ed economiche, oltreché gradevoli ed utili.

Anche in Italia sono presenti tali sistemi di realizzazione del Verde pensile, sia di importazione tedesca che di produzione italiana, in linea con le nuove tendenze del rinnovato e sempre crescente interesse per gli aspetti ecologici.

A questo proposito non va dimenticata la recente normativa, recepita anche dalla Regione Emilia-Romagna, inerente la “certificazione energetica degli edifici”(vedi qui) che contempla espressamente le coperture a Verde per il raggiungimento di performances votate al risparmio energetiche. Semplificando, un pacchetto per l’inverdimento delle coperture è composto da:

  • un foglio impermeabilizzante antiradice
  • un telo divisorio e protettivo del manto di tenuta
  • uno strato drenante
  • uno strato filtrante, in genere in tessuto non tessuto, che impedisce il passaggio delle particelle fini di substrato trasportate dall’acqua ovviando ai problemi di intasamento degli scarichi che possono crearsi
  • un substrato: una miscela speciale di materiali inerti (perlite, ardesia espansa, argilla, ecc.) e sostanze organiche (terricci)
  • vegetazione

Nel caso di superfici piane, potranno essere applicate indifferentemente le due tipologie di inverdimento pensile ovvero l’estensivo caratterizzato da bassa o nulla manutenzione e l’intensivo a più alta necessità di manutenzione e maggiormente assimilabile ai “giardini” propriamente detti. In caso invece di superfici via via più inclinate, per ovvie ragioni, potranno essere previste solo realizzazioni di tipo estensivo o loro varianti.

Una differenza sostanziale tra le due tipologie è data dallo spessore di substrato utilizzabile che, conseguentemente, influenzerà sia la tipologia del sistema di drenaggio che la scelta della vegetazione. Nel caso sia abbia a disposizione uno spessore minimo  di 8-l0 centimetri si dovrà utilizzare vegetazione limitata alle tappezzanti in genere, rampicanti, ai sedum, con un peso di tutto il pacchetto di inverdimento contenuto, se invece lo spessore a disposizione è di almeno 25 centimetri si potranno utilizzare specie botaniche più esigenti, ma con conseguenti aggravi sulla manutenzione e sul peso ponderale.

Non è possibile stabilire a priori quale sia il sistema più efficiente perché ognuno presenta proprie peculiarità nella stratigrafia.

I vantaggi del Verde pensile

Innanzitutto, il vantaggio tecnico principale dell’adozione di un sistema di questo tipo è il miglioramento del risparmio energetico. Infatti, quando posato su una copertura, consente un maggiore isolamento termico dell’edificio grazie alla presenza delle vegetazione, al substrato e ai prodotti costituenti lo strato di drenaggio, soprattutto se si tratta di materiali espansi dall’alto effetto coibentante. A questo proposito, alcuni produttori nel loro sistema prevedono dei pannelli di drenaggio composti da materiali coibentanti mentre, per ora, è più raro che nel sistema venga fornito un prodotto specificatamente studiato per l’isolamento termico, una lacuna con ogni probabilità a breve colmata. In genere, comunque, sono sempre indicati i valori del coefficiente di isolamento termico che possono essere applicati nei calcoli tecnici globali della copertura.

L’inserimento nel pacchetto di un pannello, o altro, specifico per l’isolamento termico viene usato principalmente nel recupero delle coperture esistenti che, non avendo in genere uno strato coibente sufficiente, necessitano di un incremento di spessore del materiale isolante senza però effettuarne il completo rifacimento. Ovviamente il progetto per l’intervento su coperture con portanze ridotte dovrà prevedere soluzioni costruttive con materiali con basso peso specifico. Se si interviene su edifici ex-novo i calcoli statici terranno conto dei carichi fissi del sistema, mentre intervenendo su edifici da recuperare sono necessarie delle valutazioni preliminari e talvolta occorre rinforzare i solai. In ogni caso, nella valutazione del peso occorre considerare sempre anche il peso della vegetazione

Proprio a tale  proposito va ribadito che lo strato di coltivo non è realizzato con terra comune ma con una miscela specifica di terricci ed ammendanti studiata appositamente per applicazioni pensili, tant’è che si parla più correttamente di substrati di coltivazione, in grado di conferire caratteristiche di leggerezza, qualità nutritive e drenanti di alta efficienza alle piante radicate su di essi.

In merito all’ecologia del sistema, il Verde pensile è sicuramente un sistema di avanguardia in grado di migliorare sia su piccola come su ampia scala la qualità della vita dell’individuo e della collettività grazie al miglior isolamento termico sia d’estate che d’inverno e conseguentemente diminuendo l’uso di impianti di riscaldamento e di sistemi di raffrescamento azionati ad energia elettrica, la creazione di spazi verdi funzionali, all’intercettamento di sostanze inquinanti quali particolati di varie dimensioni (es. PM10) e di composti chimici presenti nell’atmosfera urbana (CO2), alla creazione di habitat per la sopravvivenza di flora e fauna, alla regimazione e al minore smaltimento delle acque meteoriche.

Per quanto riguarda il nucleo dei sistemi e le funzioni che i vari strati devono assolvere (il drenaggio dell’acqua, la durata dell’intero sistema e il peso del substrato) i componenti del sistema devono essere costituiti da materiali sintetici in grado di garantire una ampia stabilità nel tempo ed il rispetto delle norme e direttive (impermeabilizzazione, isolamento, drenaggio, eccetera) oggi richieste dal mercato ed imposte dalla legge.

La gestione dell’acqua da parte del sistema è una valutazione cardine, i costi per interventi sanificatori sui manufatti dovuti ad eventuali perdite od infiltrazioni potrebbero avere effetti disastrosi.

Sull’opposto versante la valutazione della quantità d’acqua che viene ritenuta e quella che, invece, viene drenata sono un dato fondamentale per il benessere della vegetazione, un eccesso o la mancanza di acqua causerebbero deperimento delle piante. Secondo la normativa Din 4095 sotto ogni riporto di terra deve essere posato uno strato drenante che allontani l’acqua in eccesso. Nel caso il drenaggio non fosse funzionale, potrebbero crearsi “pressioni” d’acqua e ristagni che provocherebbero sofferenza per la vegetazione.

In un’analisi delle tecnologie disponibili, non può mancare la valutazione dei prezzi per l’implementazione di un sistema basato sul Verde pensile. Prezzi che però, seppure abbastanza simili, sono difficilmente confrontabili per la diversità delle scelte tecniche. Non bisogna poi dimenticare che al semplice costo del pacchetto bisogna aggiungere quello della vegetazione, il che lo rende variabile in funzione della scelta delle specie scelte.

La durata dei sistemi

In un contesto progettuale sempre più attento alla questione della durabilità dei manufatti, vale la pena di fare qualche considerazione sulla durata in esercizio di questi sistemi e sul comportamento nel tempo, fattore oggi assolutamente rilevante. La finitura di una copertura con un impianto di inverdimento, sia esso intensivo o estensivo, deve garantire un’adeguata protezione nel tempo dell’impermeabilizzazione. Quello della durata è un aspetto fondamentale, in quanto i costi di posa iniziali sono alti rispetto ad altre soluzioni come ad esempio lo zavorramento con ghiaia della superficie del tetto, o l’impermeabilizzazione a vista.

Come abbiamo visto, un sistema di Verde pensile è composto in sostanza da due parti distinte: il pacchetto tecnologico ed il substrato associato alla vegetazione. Il primo comprende la guaina antiradice, il sistema di drenaggio e gli strati filtranti e di protezione ed è quindi formato da materiali che non sono soggetti a biodegradabilità. Il substrato e la vegetazione svolgono la funzione di protezione di questi componenti dall’esposizione agli sbalzi termici, ai raggi ultravioletti, alle sollecitazioni meccaniche, prolungandone la durata. Questo vuol dire che un invecchiamento precoce del sistema può essere causato da un’errata progettazione o da una cattiva posa in opera dei componenti, eseguita non rispettando la normativa di riferimento UNI 11235 contenente le istruzioni per la progettazione, l’esecuzione, il controllo e la manutenzione delle coperture a Verde. Il substrato, essendo costituito in parte da componenti organici, può essere soggetto a un degrado naturale; nel tempo si può infatti rilevare una diminuzione del suo spessore dovuto anche al compattamento. Questi due elementi, substrato e vegetazione, possono essere causa di aggressioni chimiche agli strati inferiori.

Per una garanzia di lunga durata, nella fase di progettazione sarebbe utile prevedere dei punti di ispezione mediante i pozzetti di scarico del sistema di drenaggio dell’acqua e, se il sistema lo permette, la compartimentazione del manto di tenuta in settori. In questo modo, in caso di perdite, è possibile dopo aver individuato la falla procedere alla riparazione della guaina senza dover rimuovere totalmente substrato e vegetazione, operazione lunga e dispendiosa.

In sede progettuale è prioritario inoltre stabilire quali specie vegetali siano più adatte al contesto richiesto. Certe specie non possono essere utilizzate a causa dello sviluppo vigoroso del loro apparato ipogeo. Inoltre, perché un sistema funzioni a lungo nel tempo deve essere soggetto a una manutenzione programmata, che oltre alla cura specifica delle piante, preveda il mantenimento di tutto il sistema tecnologico: pulizia degli scarichi, controllo del sistema di irrigazione, ecc.

Se vengono rispettati questi punti essenziali, la durata di un inverdimento pensile può essere garantita per almeno una quarantina d’anni.

articolo elaborato da testo dell’Arch. Beatrice Bongiovanni

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