doc green
Forma il tuo Verde

Riqualificare il rapporto con i cittadini

 

Assessore Chiara Bisconti

 

Per migliorare il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione, spesso conflittuale in occasione delle operazioni di manutenzione delle alberature cittadine, Il Comune di Milano ha deciso un cambio di rotta.

 

Un nuovo filo diretto consentirà di trasmettere preventivamente quante più informazioni sulle necessità gestionali degli alberi radicati su vie e spazi verdi nell’intento di evitare, o quantomeno ridurre, sorprese e malumori nel momento dell’esecuzione di potature e abbattimenti.

 

In che modo?

 

Evidenziando il cantiere, attuando una cartellonistica chiara e al passo con i tempi e sopratutto rendendo disponibile l’archivio arboricolturale della Città di Milano a qualunque interessato.

 

Il cambio di passo non è di poco conto.

 

L’esecuzione di un censimento e/o della valutazione fitostatica di un patrimonio arboreo restituisce dei dati ormai normalmente inseriti in archivi digitali più o meno complessi.

 

Fino ad ora la non immediata comprensione e di questi dati associata alla relativa complessità dell’ambito entro il quale devono essere valutati, faceva si che solo una parte di essi fosse liberamente accessibile.

 

Il rischio era – e forse rimane – la strumentalizzazione dell’elemento albero: la sua decontestualizzazione da un ambito che non può prescindere da precise conoscenze scientifiche oltre che politiche – queste ultime intese essenzialmente come conduzione della città – può portare a considerazioni molto diverse tra loro.

 

Il Comune con questo nuovo approccio comunicativo definibile come tutto alla luce del sole si pone come obbiettivo un traguardo ambizioso: anziché una filtratura del dato tecnico opera rilasciandolo inegralmente, nell’intento di attuare un’azione di sapere diffuso in tema di alberi e capace di depotenziare alla base i sospetti di malaffare, di improvvisazione e di mancata sensibilità verso il Verde urbano.

 

Per meglio comprendere i contorni dell’iniziativa abbiamo intervistato l’Assessore al Verde del Comune di Milano, Chiara Bisconti.

Di seguito il testo integrale del colloquio:

 

DOC: buongiorno Assessore.

 

BIS: buongiorno.

 

DOC: sono un Agronomo interessato a questa iniziativa.

 

BIS: accidenti, mi mette già in difficoltà se è un agronomo.

 

DOC: aggiungo che sono tra coloro che questa situazione la provoca, essendo uno che di mestiere fa il valutatore degli alberi.

 

BIS: ah!

 

DOC: mi interessa quindi sapere come vengono vissute certe situazioni di conflitto e cosa viene fatto per superare la diffidenza della cittadinanza.

 

BIS: certo!

 

DOC: ho saputo di questa iniziativa e mi interessava sapere qualcosa di più da lei in merito.

L’intento è di farne poi in un articolo.

 

BIS: da pubblicare dove, mi scusi.

 

DOC: sul mio blog, “doc green”.

 

BIS: ah! “doc green”! si, si! ci siamo già conosciuti su Twitter!

 

DOC: si certo!

 

BIS: perfetto, ora ho inquadrato la cosa, molto piacere..

 

Io non ho le sue competenze però quello che noi rileviamo nel rapporto con la cittadinanza in merito agli alberi, in particolare sugli abbattimenti ma anche con le potature, è che il cittadino risponde in modo molto partecipato, oltre che emotivo, nel momento in cui assiste all’eliminazione di un albero; sente molto rumore e vede un’azione molto brutta che colpisce l’immaginario.

 

Quali addetti ai lavori, lei me lo può insegnare, abbiamo la consapevolezza che della loro necessità e sopratutto possediamo una forte visione dello sviluppo futuro del Verde urbano, dall’altra, conosciamo i piani di piantumazione, siamo quindi sempre certi di agire verso una città arricchita di Verde.

 

Quello che manca è un’informazione preventiva curata e capillare sul perché queste piante debbano essere eliminate o potate manieratale da creare disturbo.

 

Abbiamo capito che questo è un tema molto importante in cui l’informazione preventiva gioca un ruolo fondamentale.

 

DOC: confermo. Ho qualche esperienza in tema di informazione post cioè di assemblee con cittadinanze cui intervengo come tecnico per spiegare le motivazioni e dove trovo quasi sempre animi quantomeno esacerbati e prevenuti, insomma un dialogo tra sordi.

 

BIS: aggiungo che secondo me diventa un dialogo “a male fatto”.

 

Essendo una esperienza emotiva uno la rabbia se la tiene dentro e quindi ormai, nella circostanza da lei citata,  è troppo tardi per qualunque cosa.

 

Per risolverla, stiamo agendo su due fronti: il primo tramite il sito, suscettibile di evoluzioni future in quanto vorremmo avere una parte dedicata al Verde comune, al Verde della città, divulgando i piani di taglio, i piani di potatura, rendendo appunto pubblici questi dati.

 

Il database dell’Amministarzione è molto ricco di informazioni e ogni cittadino potrà conoscere lo stato di salute ecc.

 

DOC: conosco bene la realtà milanese avendo lavorato alla fine degli anni ’90 al primo global service della città e in cui era previsto anche censimento delle aree verdi e valutazione di stabilità del patrimonio arboreo.

 

BIS: beh, Milano con l’attuale Global Service ha un fornitore che ha vinto l’appalto ch ottempera a una voce di capitolato dedicata proprio allo sviluppo di questo software che, oltre ad essere uno strumento gestionale, è anche uno strumento efficacissimo per la lettura della città.

 

Lo stiamo progressivamente rilasciando perché i cittadini possano avere un’informazione generale preventiva sui piani di gestione del Verde decisi dal Comune.

 

Il secondo punto è quello del cartello vero e proprio in cui raccontare, sempre preventivamente e questa volta in loco, cosa succede in occasione del taglio di un albero.

 

Qui abbiamo individuato accorgimenti come l’esatta individuazione della pianta da tagliare dato che i cantieri, per esigenze organizzative, vengono realizzati includendo una quantità più numerosa di alberi rispetto all’albero malato.

 

Se non spiegato, anche questo getta nello sconforto il cittadino, che magari vede cinque alberi chiusi con nastro biancorosso e s’immagina il loro abbattimento completo.

 

Contrassegnando invece preventivamente ed esplicitamente il/gli alberi interessati, magari con una croce o altro, in modo da indicare senza ombra di dubbio qual è l’albero oggetto dell’intervento e inserendo poi un cartello che spieghi molto chiaramente quali sono le ragioni per quella pianta deve essere tagliata, questo disagio potrà essere evitato.

 

Saranno forse motivazioni che lei conosce molto bene ma non è detto sia lo stesso per il cittadino.

 

Dicasi altrettanto per i piani di piantumazione, cioè se e quaqndo quello stesso albero verrà ripiantumato.

 

DOC: posso permettermi di suggerirle una annotazione tecnica?

 

BIS: dica pure…

 

DOC: il termine corretto non è piantumazione ma piantagione.

 

BIS: ah! Grazie! Lo stesso qui pro quo tra olimpionico e olimpico riferito a uno sportivo di valore. Mi spieghi meglio come è il termine…

 

DOC: piantagione o in alternativa messa a dimora, ma non piantumazione.

 

BIS: e piantumazione quindi cosa significa?

 

DOC: si tratta di un artefatto creato dal mondo architettonico che non ha un riscontro nel vocabolario italiano;  una analogia sbagliata la si trova anche tra le parole essenza e specie….

Ma mi perdoni non volevo essere saccente fuori luogo.

 

BIS: no no… Sono contenta di questa annotazione!

Io vado parlare spesso in pubblico e anticipo che non sono pienamente competente in materia.

 

DOC: con piantagione è inattaccabile!

 

BIS: la ringrazio molto!

Tornando alle indicazioni di….piantagione, se unite ad altre informazioni potrebbero essere in grado di fare la differenza nell’umore del cittadino con una tendenza da parte nostra a condividere gli open data prima-durante-dopo l’attuazione dei cantieri; pratica peraltro già in uso in altri settori, che vorremmo estendere anche agli alberi.

 

Insomma una comunicazione più chiara e migliorata anche dal punto di vista estetico.

 

DOC: nella mia esperienza gli alberi vengono spesso anche strumentalizzati per polemiche che con il Verde nulla hanno a che fare.

 

BIS: è vero! Ma è anche vero che nell’immaginario della gente gli alberi sono molto presenti nella sfera affettiva.

 

E’ prassi comune che il taglio sia motivo di shock e quindi è necessario capire perchè questa cosa sia necessaria.

 

Ci scrivono cittadini con il sospetto che l’eliminazione non sia necessaria, che ci sia del malaffare, che si taglino piante perchè così il fornitore ci guadagna.

 

Insomma occorre eliminare questo modo di pensare.

 

DOC: concordo. Una legge come quella che istituisce un albero per ogni nato di fatto lega in maniera molto stretta le persone agli alberi al punto che al momento dell’intervento il cittadino si lega all’albero stesso dicendo “non toccatelo perché rappresenta mio figlio”, creando di conseguenza problemi molto grossi.

 

BIS: certo…

 

DOC: come avete risolto il problema della pubblicazione on-line dei dati?

 

Glielo chiedo anche come tecnico… A noi professionisti quando viene chiesto di fare un censimento forniamo una serie di dati in parte  stretto uso e consumo dell’Amministrazione pubblica e altri più a uso pubblico.

 

Dire che una pianta è problematica va bene, diversamente sugli elementi inerenti le prescrizioni tecniche dei quali si tende a mantenere un grado di riservatezza maggiore, onde evitare strumentalizzazioni.

 

BIS: noi adesso on-line diamo possibilità di lettura degli abbattimenti programmati, anche a rischio di strumentalizzazioni.

 

Il passo successivo sarà quello di consentire la consultazione sempre on-line di questo software ricchissimo di informazioni gestionali, con una trasparenza di azionee quindi totale.

 

La stessa consultazione  potrà essere una esperienza anche molto divertente perché fornisce una mappa della città.

 

La trasparenza paga.

 

DOC: assolutamente…

 

BIS: molto meglio anticipare le azioni future anche perchè non sono gesti nascondibili alla cittadinanza.

 

Molto meglio far sapere prima con tutta la trasparenza necessaria e con tutte le spiegazioni che rendono comprensibili queste scelte.

 

DOC io sono fortemente convinto che per quanto riguarda la gestione del Verde l’insorgere di molti problemi sia proprio legata alla mancanza di cultura, di conoscenza.

 

Ragion per cui queste controversie nascono e propsperano in virtù di questa carenza.

 

BIS: certo, certo. Concordo

 

BIS: se non ha altre domande…

 

DOC: la ringrazio molto, la sua testimonianza è stata appagante.

 

BIS: bene, bene! La ringrazio anch’io per l’utile chiacchierata. A presto, se vorrà ulteriori approfondimenti! Buona giornata!

 

DOC: grazie, buona giornata a lei!

 

 

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Commenti

  1. by salvina inzana on luglio 22nd, 2014 at 02:23

    Ho guardato la pagina del Comune del Milano che preannuncia mensilmente, già da qualche anno, gli abbattimenti e le potature che vengono attuate a Milano.. Come sempre vengono segnalati solo gli abbattimenti, in quanto le potature non sono mai state segnalate. La zona dove situato l’albero è sempre indicata in modo generico e la motivazione è sempre e solo la stessa, cioè la classe D. Per il mese di luglio sono stati “nominati” una sessantina di alberature (ogni mese è così, a volte sono anzi di più) di diversi generi, dall’ailantus alla paulonia. Insomma, NON E’ CAMBIATO NULLA, a parte il fatto che alcuni alberi sono segnati in rosso (quelli già abbattuti?), mentre prima il colore usato era solo il nero. Spero davvero che l’impegno preso e descritto dall’Assessore Chiara Bisconti non si limiti ad un cartello-fotocopia che, appeso sull’albero, informi i cittadini del fatto che “è malato e sarà abbattuto e sostituito”. Punto. Questa non è sicuramente “un’informazione trasparente e dettagliata”. Perché non aggiungere la vera causa della malattia? Le motivazioni possono essere tante e diverse, dichiarare solo, come fosse un contentino, che l’albero“ è malato” non basta.
    Noto che l’annuncio dell’assessore è del 7 aprile 2014. Allunga pertanto il sottoscritto elenco di impegni presi e non ancora attuati, e cioè:
    1) Durante la campagna elettorale Pisapia aveva promesso un “REGOLAMENTO DEL VERDE PRIVATO”.
    2) 3 Settembre 2011, sul Corriere della Sera: “PIAZZA BERNINI, ALBERI TAGLIATI, PROTESTA ECOLOGISTA. PIU’ INFORMAZIONI AI CITTADINI”
    3) 23 Ottobre 2012,su La Repubblica: “STOP AI PARCHEGGI SELVAGGI TRA GLI ALBERI”
    4) ) 19 giugno 2013, su La Repubblica:” PICCOLI PARCHI AFFIDATI AI CITTADINI”
    4) 26 marzo 2014, su La Repubblica: “ CARTELLI E MAPPA ONLINE. OPERAZIONE TRASPARENZA SUGLI ALBERI DA TAGLIARE”
    5) 5 aprile2014, su La Repubblica:” OPERAZIONI FARFALLE. IN SEDICI AREE VERDI SOLO FLORA SELVATICA NEL CUORE DI MILANO. .. SPAZIO AD API E COCCINELLE”.(E dove sono? Io non ho avuto il piacere di incontrarle purtroppo, e so di essere in buona compagnia).
    Poi ci sono le puntuali promesse di decine di migliaia di nuove piantagioni, ma non ci informano mai su quante non attecchiscono o muoiono per mancanza di cure, nonostante i cittadini segnalino filari interi persi. In merito agli agronomi che criticano i cittadini per le loro “reazioni emotive” che rispondere? Probabilmente che loro, sicuramente ottimi esperti, danno importanza e sanno tutto sulle funzioni del tronco, delle foglie, dell’apparato radicale, della valenza estetica, di pregio ecc. mentre noi, sicuramente non-esperti, diamo importanza e sappiamo soprattutto che sono esseri vivi, a prescindere dalle loro funzioni, del valore estetico e del pregio e, per concludere con una recente riflessione di Margherita d’Amico, pensiamo :” Chissà cosa si prova a rimanere immobili mentre ti segano”…

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