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Il consolidamento delle chiome degli alberi – seconda parte

La seconda parte dell’articolo sui consolidamenti

 

etw_assisi 2011 086

 

segue dalla prima parte

 

Caratteristiche tecniche dei tiranti

Il sistema di funi elastiche (sistema dinamico) permette il movimento naturale dell’albero riducendo solamente quelle oscillazioni troppo forti e pericolose (James et al., 2006, Spath et al. .2006).

 

In pratica sarà la fune cava ed elastica ad attenuare i forti colpi di vento, non impedendo tuttavia le oscillazioni lievi. Non verrà inoltre bloccata la crescita naturale dei tessuti legnosi, poiché la pianta non percepisce l’ancoraggio.

 

In generale il sistema dinamico consiste in una fune intrecciata, cava, in materiale sintetico, dotata di un particolare sistema d’intreccio che consente la cosiddetta “rapida chiusura” (quick splice) della maglia intorno al fusto o al ramo.

 

I materiali di consolidamento dinamico sono esposti a fattori atmosferici (raggi UV, umidità, inquinamento, sfregatura, ecc.) che ne deteriorano le caratteristiche tecniche (Schröder, 1998; Lesnino et al., 2000); per questo i produttori tedeschi sono obbligati, dai regolamenti del verde pubblico ZTV-Baumpflege (AA VV, 2006), a garantire la stessa portata del prodotto installato in pianta per almeno 8 anni.

 

Durante questo periodo è consigliabile sottoporli a verifiche periodiche (da terra con binocolo) per constatare l’integrità ed eventualmente procedere alle necessarie sostituzioni. Al riguardo Schröder (2004) riporta un’utile checklist facilmente applicabile alla valutazione dei consolidamenti in atto.

 

Portata
I tiranti per i consolidamenti dinamici vengono forniti con portata di rottura tra 2,0 t. a 8,0 t a seconda delle sezioni delle branche soggette al consolidamento.

Nel manuale sopracitato vengono pubblicate le seguenti tabelle per il dimensionamento dei tiranti dinamici e statici:

 

 

Tabella 2: Indicazioni sul dimensionamento dei tiranti (da ZTV-Baumpflege [AA VV, 2006])

 

 

consolidamento dinamico – vedi fig. 2.a

 consolidamento dinamico – vedi fig. 2.a

 

 

consolidamento statico – vedi fig. 2.b

 consolidamento dinamico – vedi fig. 2.b

 

 

consolidamento di tenuta – vedi fig. 2.c

 

 

 

Per raggiungere un carico di rottura di 16 ton. è possibile anche l’installazione di due tiranti dinamici paralleli, con 8 ton ciascuno.

 

Tale applicazione però è ovviamente realizzabile solo con tiranti elastici (dinamici) mentre non lo è con i cavi rigidi in acciaio.

 

Effetto antivibrazioni
Le oscillazioni della chioma non devono essere ostacolate. In questo modo l’albero ha la possibilità di rafforzare i punti sottoposti al carico meccanico attraverso la crescita legnose.

 

Nel caso di ancoraggi non sottoposti a carico continuo, va applicato pertanto un sistema di ancoraggio flessibile con ca. 20% di elasticità in poliammide(PA), oppure per tiranti più rigidi in polipropilene (PP) elementi di anti vibrazione, cioè sistemi ausiliari per il controllo dell’allungamento (p. es. cilindro anti shock = ammortizzatore dei prodotti BOA o COBRA).

 

Altezza dell’installazione
A seconda del rischio (dimensione della parte di chioma, danni al legno), l’ancoraggio viene eseguito su un livello o in casi eccezionali su due.

 

Il consolidamento orizzontale dinamico o statico della chioma deve essere possibilmente fissato ben in alto.

 

Questo riduce le forze derivanti grazie un utilizzo ottimale dell’effetto leva. L’ideale sarebbe determinare l’altezza a 2/3 della lunghezza dei rami/fusti da consolidare (Fig. 3).

 

Tale indicazione nasce dell’esperienza accumulata in ca. 15 anni di prova in campo e tiene conto del potenziale baricentro della chioma che si colloca per l’appunto a 2/3 della dell’altezza della struttura (Wessolly, 2007).

 

Nel caso di consolidamenti di tenuta il tirante deve essere installato sull’asse portante con un angolo molto acuto, praticamente quasi verticale all’asse del tronco. Qualora questo non fosse possibile per i dimensionamenti dei rami viene consigliato un ulteriore cavo aggiuntivo in prossimità della biforcazione.

 

Figura 3: Indicazioni per l’altezza dell’installazione

 

 

Alcuni esempi di impiego di tiranti

 

collegamento semplice

due rami/fusti codominanti. Per il collegamento fra tre o più rami/diramazioni, la struttura assume la forma di uno o più triangoli collegati fra loro

 

 

collegamento a triangolo (struttura stabile, consigliabile)

tre rami/diramazioni

 

 

collegamento composito a triangolo

quattro rami/fusti

 

 

collegamento composito a triangolo

cinque rami/fusti

 

 

collegamento composito ad anello

realizzabile su almeno quattro rami/fusti codominanti. La struttura di collegamento ad anello va applicata in caso di necessità di assorbire forze oscillanti laterali. Nei singoli casi va verificata la necessità di utilizzare anche collegamenti diagonali.

 

 

collegamento composito centralizzato

realizzabile per più di tre rami/fusti codominanti. La struttura di collegamento composito centralizzato va applicata se sussiste il pericolo che le diramazioni si sviluppino verso l’esterno (p.es. nel caso di chiome cave), ma laddove non sia necessario evitare le oscillazioni laterali.

 

Tipo di sistemi e materiale

Attualmente sono a disposizione sul mercato europeo i seguenti sistemi per l’ancoraggio della chioma:

 

1. Ancoraggi a componente unico

Negli ancoraggi a componente unico l’asola di fissaggio attorno all’albero e i collegamenti fra le asole sono fatti dello stesso materiale. Attualmente per i consolidamenti a componente unico vengono utilizzati fibre tessili artificiali.

  Ancoraggi tramite cavi vuoti

Gli ancoraggi tramite cavi vuoti sono composti da fibre sintetiche intrecciate in polipropilene (PP), Per il fissaggio non sono necessari ulteriori elementi, poiché le estremità delle funi vengono inserite nel cavo vuoto e fanno tenuta per trazione tramite compressione all’impalcatura (es. per prodotti disponibili sul mercato italiano: BOA e COBRA).

  Ancoraggio a fascia ritorta

Gli ancoraggi a fascia ritorta sono costituiti da fasce (larghezza: 7 cm) di tessuto sintetico intrecciato in poliestere (PES) o poliammide (PA), che vengono posizionate attorno alle parti dell’albero da assicurare e collegati tramite elementi di fissaggio (fibbie).(es. GEFA e CROWN KEEPER, prodotti però non ancora disponibili sul mercato italiano).

2. Ancoraggi a più componenti

 

Nel caso di ancoraggi a più componenti, le strutture di fissaggio attorno all’albero (fascioni asolati sono composte da cinghie separate, che terminano in due asole, ai quali vengono fissati i tiranti (es. per prodotti disponibili sul mercato italiano: TREE GUARDIAN, BRACING SYSTEM e TREE SAVE).

Come collegamento tra le cinghie possono essere utilizzati: tiranti dinamici di fibre sintetiche e in casi eccezionali funi statiche di acciaio o tiranti statici in Dyneema (fibra polietilenica HAT.

 

Conclusioni e prospettive future

L’utilizzo di legature con i nuovi sistemi e materiali sta trovando attualmente una fase di forte diffusione in Italia, come evidente dalla loro presenza sui siti di numerose aziende del settore.

 

Il favore riscontrato da parte degli operatori e dei committenti è decisamente in crescita sia per la relativa facilità d’uso, sia per gli indubbi vantaggi paesaggistici.

 

Ovviamente l’uso dei sistemi dinamici non può essere la risoluzione di tutti i problemi ed in nessun caso può portare ad una de-responsabilizzazione del proprietario-custode della pianta, sempre tenuto a regolari controlli ed ad una corretta gestione dell’intera pianta.

 

Attualmente i costi dei materiali non sono proibitivi e possono anche essere competitivi con altri interventi, come abbattimenti o ridimensionamenti significati effettuati in tree-climbing.

 

La possibilità di salvaguardare grandi piante monumentali nella loro interezza è sicuramente l’aspetto vantaggioso più significativo ed evidente, ma risulta molto importante anche la nuova filosofia che sta alla base di queste tecniche: si tratta infatti di adeguarsi sempre più alla realtà dell’albero, assecondandone il più possibile lo sviluppo ed il comportamento naturale imposto dal sito in cui vegeta.

 

Al momento non esiste una normativa codificata a livello europeo o italiano sull’uso dei nuovi materiali e l’unico riferimento rimane quello tedesco già citato. È auspicabile e prevedibile che anche l’ISA si riesca a dotare presto di un adeguato protocollo di utilizzo. Anche una maggiore sperimentazione su specie ed ambienti tipicamente italiani potrebbe portare ad un ulteriore sviluppo e perfezionamento.

 

autori:

Valentin Lobis – libero professionista, Merano (BZ)

Giorgio Maresi – docente Istituto Agrario Edmund Mach, San Michele all’Adige (TN)

 

Bibliografia:

Ansi A300 (Part 3), 2000: American National Standards Institute, Inc.: Supplement to ANSI A 300 – 1995. Tree, Shrub and other Woody Plant Maintenance – Standard Practices (Support Systems a. Cabling, Bracing and Guying), Washington DC 20036, 15 pp.

AA VV, 2006: Forschungsgesellschaft Landschaftsentwicklung Landschaftsbau e.V. ZTV- Baumpflege: Zusätzliche Technische Vertragsbedingungen und Richtlinien fur die Baumpflege (Edition 2006). [Additional technical contractual terms and guidelines for trees care – ZTV Tree Care].

[Condizioni contrattuali tecniche complementari e linee guida per la cura degli alberi (ZTV – cura degli alberi)], 71 pp.

Bridgeman P. H. , 1977. Manuale di dendrochirurgia degli alberi. Ed. Edagricole, Bologna, 148 pp.

James K.R.; Haritos N.; Ades P.K., 2006: Mechanical stability of trees under dynamic loads, American Journal of Botany 93, 1522-1530.

Lesnino G.; Brudi E.; Spiess C., 2000: Kronensicherung mit dem cobra-System – Erfolgskontrolle nach fünf Jahren Einsatzdauer. JAHRBUCH DER BAUMPFLEGE, Thalacker-Verlag, Braunschweig. Hrsg. Dujesiefken D. und Kockerbeck P., 352 pp.

Lobis V.; Tomasi M., 2003: La classificazione degli interventi di manutenzione degli alberi. Sherwood. 94, 39-45

Schröder K., 1990: Doppelgurt für Bäume, Stuttgart. Eugen Ulmer Verlag, DEUTSCHER GARTENBAU 31, 21-24.

Schröder K., 1998: Kronensicherung mit dem “Doppelgurtsystem Osnabrück” –

 

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