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Gli alberi di Padova tra sicurezza e sentimento

verifica sicurezza di un albero

 

Da molti anni Giovanni Poletti collabora con il Comune di Padova in tema di verifiche della sicurezza degli alberi cittadini e tutt’ora è proprio in svolgimento un incarico di tale natura.

 

Nella prassi di una seria professionalità, si tratta di un lavoro delicato e raffinato che nella sua completezza talvolta decreta l’abbattimento dell’albero di turno.

Un giudizio indubbiamente soggettivo ma risultante da un iter diagnostico in egual misura oggettivo, condiviso e validato da terze parti.

 

Le decisioni che scaturiscono nell’esecuzione di questo difficile lavoro – accanto all’aspetto squisitamente tecnico il Professionista spesso è chiamato a considerare anche aspetti più ampi di politica urbana e sociali –  talvolta sono invisibili ai più mentre in altre occasioni sono al centro di roventi scontri, non di rado arrivando ad essere contemporaneamente esse stesse motivo “di e per” disparate polemiche.

 

Proprio in tema di confronti caldi, al di là degli obblighi contrattuali e deontologici, è stato ritenuto corretto affiancare il Settore Verde del Comune di Padova rappresentato dalle figure del Capo Settore Gianpaolo Barbariol e dell’Assessore Andrea Micalizzi, nell’incontro con gli abitanti del quartiere Sacra Famiglia indetta per chiarire la vicenda di 6 Tigli radicati in Via Palermo prescritti in abbattimento su 9 esemplari analizzati.

 

Di seguito la notizia dell’incontro in un articolo di cronaca apparso giovedì 12 settembre 2013 su “Il Mattino”, quotidiano di Padova, a firma di Alice Ferretti:

 

…Non si fermano le accese proteste dei residenti di via Palermo in primis e ora anche dell’intero quartiere della Sacra Famiglia. “Non abbiamo intenzione di mollare una questione così evidente” riferisce Maria Cristina Caminiti, appartenente al comitato per la difesa degli alberi di via Palermo.

 

Abbiamo chiesto il parere di un esperto, che abita nel quartiere, il quale ci ha dato ragione“. Si tratta di Francesco Tocco, agronomo padovano, che dopo un esame esterno degli alberi, ha asserito che i tigli, a parte un solo esemplare, “sono tutti inequivocabilmente sani e stabili“, specificando ancora una volta che si tratta di alberi che “da oltre 45 anni valorizzano il microclima, il paesaggio, l’igiene dell’aria e tutto l’ambiente, anche come patrimonio storico-culturale“.

 

Un accanimento dunque quello esercitato dall’amministrazione comunale secondo i residenti del quartiere, “Siamo pronti a pagare privatamente un tecnico che effettui una controperizia pur di salvare gli alberi” sostiene Maria Cristina Caminiti, che insieme al resto del comitato continua con la mobilitazione anche attraverso facebook, dove è stata creata una pagina apposita “Salviamo gli alberi di Padova”.

 

In serata inoltre dovrebbe essere spedita una petizione del comitato e volta ad avere un incontro con il sindaco per dibattere la questione.

E se tutto questo non bastasse per fermare l’abbattimento degli alberi il comitato si dice pronto a presentare un esposto al Corpo Forestale dello Stato.

 

Intanto a fare un passo verso i cittadini ci ha pensato il presidente della quinta circoscrizione Francesco Pavan.

Per dare spazio adeguato al dialogo con gli abitanti del quartiere riguardo a questa tematica molto sentita, ho indetto un’altra riunione della II Commissione Verde mercoledì 18 settembre alle 21 alle ex Scuderie di Piazza Napoli“. Il presidente del Quartiere oltre ad aver convocato come di consueto consiglieri e membri della Commissione Verde ha fatto sì che la notizia dell’appuntamento arrivasse in modo diretto anche agli abitanti del quartiere.

Abbiamo affisso un volantino proprio sugli alberi di via Palermo perché tutti i cittadini possano essere informati sulla Commissione di quartiere di mercoledì dove nell’ordine del giorno primo punto è proprio la questione dell’abbattimento dei tigli“…

 

Un successivo articolo sempre ad opera di Alice Ferretti sul “Il Mattino” di Padova del 20 settembre, descriveva i contenuti della riunione avvenuta due sere prima.

 

Taglieremo gli alberi“. Rivolta contro l’assessore.

Sacra Famiglia: Micalizzi e i suoi tecnici incontrano i residenti in assemblea.

Lui: “Inevitabile“. La replica: “E noi ci legheremo alle piante per salvarle“.

 

Una riunione infuocata della Commissione verde del CdQ l’altra sera alle ex Scuderie di Piazza Napoli.

 

I residenti sono inviperiti, non ne vogliono sapere di sottostare alla decisione del Comune di abbattere i sei tigli di via Palermo.

E lo si è visto anche dalla affluenza all’assemblea, organizzato dal presidente Francesco Pavan: un centinaio i presenti.

C’era anche l’assessore Andrea Micalizzi con il capo settore GianPaolo Barbariol e altri tecnici del Comune.

 

A rompere il ghiaccio Pavan che fa riferimento a una lettera anonima ricevuta i giorni scorsi: “una lettera intimidatoria con pesanti minacce alla mia persona. Non sono preoccupato ma ho comunque sporto denuncia“.

 

Zena Giacomelli, il consigliere dell’opposizione e membro attivo del comitato in difesa degli alberi, ha rinnovato richieste: “Chiediamo con forza al Comune non sono di salvare questi sei tigli, ma anche di avere la mano meno pesante nei confronti di tutti gli alberi della città, anche dopo l’incidente dell’anno scorso all’Arcella. Siamo pronti a fare una controperizia a nostre spese“.

 

Si sono susseguiti animati interventi dei residenti. Chi protestava per la potatura fatta luglio, quando già si è deciso di abbattere gli alberi, chi si lamentava del verde che sta scomparendo, chi addirittura non ha nascosto l’emozione nel parlare dell’abbattimento degli alberi sotto casa.

 

Micalizzi è intervenuto così: “Sono sempre contento di ricevere richieste di attenzione verso le piante cui capisco siate legati anche affettivamente” Ha scandito l’assessore, “Gli alberi purtroppo vanno abbattuti. Sono stati classificati dai tecnici in categoria D, cioè sono davvero pericolosi“.

 

In platea tra i residenti della Sacra Famiglia anche l’agronomo Francesco Tocco, che aveva affermato che in tigli, tranne uno, “Sono sanissimi“. Ha discusso animatamente con Barbariol, che ha mostrato le schede di valutazione degli alberi di via Palermo. Ma secondo Tocco sono incomplete: “Non c’è una diagnosi per ogni singolo albero con la malattia è perché viene abbattuto“.

 

Ancora Micalizzi: “E’ evidente che manca la fiducia. Vi esorto a venire nei nostri uffici a vedere come lavoriamo“.

 

E nonostante le quattro intensissime ore di assemblea, i residenti non hanno ottenuto risultati sperati. Così gli alberi sicuramente verranno tagliati e non ci saranno seconde perizie.”Siamo molto delusi” ha concluso Cristina Caminiti del comitato, “Aspettiamo la risposta di Ivo Rossi, al quale abbiamo mandato la petizione con le 800 firme. E se non basterà penseremo all’eventualità di legarci agli alberi….

 

Di seguito, una panoramica stampa sui fatti di Via Palermo:

 

Il Mattino di Padova“, 27 settembre

Il Mattino di Padova“, 24 settembre

TG Padova“, 22 settembre

Il Mattino di Padova“, 20 settembre

Il Mattino di Padova“, 17 settembre

Il Corriere del Veneto“, 17 settembre

Il Mattino di Padova“, 12 settembre

Il Mattino di Padova“, 10 settembre

Il Mattino di Padova“, 08 settembre

Padova Net“, calendario lavori

 

Ora alcune personali considerazioni.

 

L’elemento comune che emerge con forza dalla vicenda è un profondo risentimento nei confronti della Pubblica Amministrazione e di grande sfiducia nell’operato dei suoi rappresentanti.

 

Il presupposto è che, per principio, si vogliano prendere decisioni contro qualcuno e non a favore e, in buona sostanza, i buoni siano da una parte e dall’altra stiano invece tutti i cattivi.

Le generalizzazioni però non rendono mai giustizia, è un fatto noto.

 

Tralasciando per un attimo le motivazioni che hanno portato a questo dualismo, pare importante soffermarsi sul fatto che l’abbattimento di questi alberi, come in situazioni analoghe, non è una decisione presa a cuor leggero, proprio perché dettata da chi sugli alberi ha basato i propri studi, creato una professione ventennale, costruito la propria credibilità.

 

Il quesito nella sua forma bruta, posto al Professionista è: l’albero cade o non cade? Si tratta di un albero pericoloso o no? Cosa è necessario fare?

Altre valutazioni, nello specifico caso (leggi bene: nello specifico caso), assumono secondaria importanza se non addirittura di irrilevanza  quali ad esempio – è un essere vivente – produce ossigeno – ce ne sono pochi – e così via discorrendo.

 

L’esperienza insegna, a testimonianza che l’incontro di cui sopra non è certo la prima esperienza, che in queste occasioni gli animi sono già divisi e radicati al punto che tali riunioni non offrono mai veri contributi costruttivi.

 

Da un lato l’impossibilità del Gestore degli alberi di disattendere una prescrizione, se non assumendosi anche gravissimi rischi in tema di pubblica incolumità e dall’altro il sentimento popolare con la presunzione di essere il fiero paladino intervenuto in tempo, capace rovesciare lo stato delle cose senza però avere adeguata informazione – o formazione – delle  logiche che hanno portato a tale decisione.

 

A mezza via, l’amaro in bocca per una crescita mancata.

 

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