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Cronaca di una certificazione per European Tree Technician

Breve guida per uno svolgimento d’esame senza sorprese

 

ett2013

 

 

Sabato 13 aprile alle ore 18,15 si è conclusa una nuova sessione di certificazione European Tree Technician – ETT – organizzata da Arborist, alias Valentin Lobis, che nuovamente ha chiamato in veste di esaminatore Giovanni Poletti e, a completamento dello staff, Alessandro Barbieri e Giuseppe Maria Logiudice.

 

Al corso di preparazione all’esame, seguito dalla maggioranza degli undici candidati, hanno fatto seguito due giorni di intense verifiche nelle nuove aule dell’Istituto Agrario Edmund Mach a San Michele all’Adige (TN).

 

Per i candidati, il primo appuntamento è venerdì mattina alle ore 8. Per gli esaminatori, invece, un anticipo di mezz’ora per le ultime rifiniture organizzative poichè la parte più consistente era già risolta nel pomeriggio precedente, con sopralluoghi per identificare gli alberi e una riunione programmatica di circa 3 ore.

 

L’esame per aspiranti ETT inizia in aula con un questionario composto da 32 domande, in maggioranza di tipo aperto, ma con possibilità di risposte anche molto schematiche e circa 2,5 ore di tempo a disposizione.

 

Alla sosta di circa un’ora per il pranzo nella mensa dell’istituto, ha fatto poi seguito la prova all’aperto di analisi fitostatica eseguita per l’occasione su quattro alberi, sconosciuti fino a quel momento ai candidati: un foglio di carta bianca, una penna e la richiesta ai candidati di esporre un percorso logico, realistico e completo in merito alla restituzione di un elaborato relativo alla stabilità di ogni singolo esemplare arboreo.

 

Ogni elemento raccolto – o tralasciato – è stato poi discusso davanti a una coppia di esaminatori, il tutto nell’arco di 60 minuti. In evidenza, l’inderogabile regola della contemporanea presenza di almeno due esaminatori in ogni fase d’esame.

 

Quando anche l’ultimo candidato ha completato la prova, per gli esaminatori è iniziato il primo tour de force per la correzione dei compiti, operazione conclusa solo intorno alla mezzanotte.

 

Sabato mattina, prima dell’arrivo degli esaminandi previsto nuovamente per le 8, è stato effettuata la cartellinatura degli alberi per la seconda prova scritta e precedentemente individuati .

 

L’impegno era relativo alla stesura di un capitolato di salvaguardia di alcuni alberi coinvolti nella realizzazione di un percorso pedonale di circa 100 metri di lunghezza all’interno di un ampio giardino in cui quegli alberi diversi per specie, per dimensione, per valore storico ed estetico oltre che per lo stato fitosanitario e fitostatico, erano radicati.

 

In particolare dovevano essere elencate le azioni in grado di evitare o talora minimizzare i danni sia alle porzioni ipogee che epigee degli alberi motivando le scelte – non era escluso a priori neppure l’abbattimento – organizzando nel contempo il cantiere e le attività previste ed eseguendo il computo metrico-estimativo delle opere elencate.

 

Per il sopralluogo ai candidati sono stati concessi 30 minuti per annotare gli elementi utili, stante la facoltà di porre domande agli esaminatori ma non di interagire tra loro stessi.

 

Al successivo rientro in aula sono state poi concesse 3 ore per organizzare il proprio elaborato. Aula ampia, con candidati ben distanziati e, ovviamente, assoluto divieto di accensione di qualunque dispositivo di comunicazione.

 

Allo scadere del tempo previsto, una breve pausa con colazione al sacco nel parco dell’Istituto cui ha fatto seguito, per gli esaminatori nuovamente riuniti a coppie, la correzione dei compiti.

 

Un impegno durato circa 4 ore, trascorso da parte dei candidati anche con una camminata sulle colline circostanti mentre gli esaminatori erano impegnati in aula per le correzioni che, più che nel merito della congruità dei numeri, erano volte a verificare il recepimento di una fondamentale visione d’insieme, vera peculiarità dell’ETT, oltre alla corretta giustificazione delle scelte operate.

 

Al termine, il secondo esame orale, sostanzialmente basato sulla discussione del compito. Per alcuni una formalità, per altri qualcosa di più impegnativo.

 

Esaurita anche questa fase, i singoli voti di ogni candidato conseguiti nelle varie prove sono stati inseriti in una matrice che per ognuno ha restituito il responso finale in merito al conseguimento dell’ambita qualifica.

 

Da notare come durante l’esame il candidato non sia mai stato messo al corrente del punteggio man mano ottenuto e come, nel giudizio conclusivo, non sia prevista la compensazione tra i singoli risultati: la promozione è quindi ottenuta per somma di punteggi almeno minimi.

 

Qualora così non fosse il candidato ha diritto di ripetere la/le singole prove risultate negative per due ulteriori sessioni d’esame. Mancandole entrambe, l’esame nella sua interezza deve essere allora ripetuto.

 

La regolarità dell’esame nel suo complesso è garantita dalla presenza di un fiduciario – il Supervisor – dell’European Arboricoltural Council  – EAC – in questo caso il norvegese Glen Read, preposto a valutare ogni aspetto delle due giornate, l’idoneità dei luoghi di esame, l’adeguatezza della difficoltà oggettivamente presenti negli alberi utilizzati nella prova di valutazione di stabilità e nella stesura del capitolato, il rigore professionale e il grado di preparazione tecnica sia dei candidati ma sopratutto degli esaminatori, la qualità del rapporto comunicativo allievo-esaminatore, l’organizzazione logistica tra l’aula e le aree esterne, la capacità di adattamento a risolvere gli inevitabili imprevisti da parte dell’organizzazionee e molto altro.

 

In altre parole, da parte di EAC viene attentamente osservato l’habitus professionale di candidati ed esaminatori in un iter valido per il rilascio di una qualifica che, pur volontaria, rappresenta comunque l’eccellenza in campo arboricolturale.

 

L’esame è sicuramente molto impegnativo e ricorda per certi aspetti l’abilitazione all’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della libera professione. In entrambi infatti il candidato deve dimostrare di possedere e di saper amalgamare numerose conoscenze, nell’ETT sono in tema di alberi, e che poi nello specifico lo portano a essere una figura di eccellenza, e quindi di riferimento, in materia.

 

Non tutti i candidati hanno superato l’impegnativo esame. Proprio il rigore richiesto ha fatto si che per alcuni di loro fosse necessario un supplemento di verifica.

 

L’elenco aggiornato dei professionisti ETT in Italia è pubblicato in questa pagina dell’European Council of Arboricolture.

 

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Commenti

  1. by Giovanni Poletti on maggio 27th, 2013 at 10:04

    Correttamente ha messo un in evidenza un punto dolente, il numero di post è purtroppo diminuito e questo non va assolutamente bene.
    Quanto prima provvederò a “energizzare” il blog con nuovo materiale.
    Intanto, grazie della fiducia.

  2. by toselli federica on giugno 9th, 2013 at 18:14

    Attenderemo con fiducia, la marea di impegni professionali che ti travolge, non sempre lascia il tempo sufficiente per dedicarti anche all’ aggiornamento del blog.
    Cordialmente Federica

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