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Prove di trazione su Pino domestico e considerazioni sul panorama professionale italiano

Pane e Ferrari

radici di Pino danneggiate

 

Il 7 settembre nell’ex tenuta Presidenziale di San Rossore si è svolto il workshop Prove di trazione su Pino domestico a seguito di tagli radicali. Una giornata dedicata alla valutazione della stabilità degli alberi incentrata sul confronto tra i colleghi Valentin Lobis, Alessandro Pestalozza, Luigi Sani che, sulla base delle rispettive esperienze e metodiche di analisi fitostatica, hanno dato corso al seminario tecnico.

 

La consultazione del programma e la visione degli interventi sono, come consuetudine, liberamente disponibili agli indirizzi indicati.

 

L’appuntamento pisano ha sostanzialmente confermato due aspetti di rilievo: il primo, più strettamente tecnico, è relativo alla progressiva evoluzione di una professione – quella relativa alla valutazione di analisi di stabilità degli alberi – che, più matura rispetto a 10/15 anni fa, oggi si pone domande sul corretto modus operandi, coinvolgendo di fatto anche l’evoluzione, talora tardiva, degli strumentazioni oggi in uso.

 

Il secondo aspetto, più legato alla figura della professione, induce invece considerazioni che portano a conclusioni indecorose e merita per questo qualche considerazione aggiuntiva.

 

Prendendo spunto dal crescente miglioramento tecnico dei Professionisti che operano nell’ambito delle valutazioni fitostatiche, testimoniato anche da quanto visto al punto precedente, il quadro che si è delineato oggi in Italia è invece quantomeno sconcertante, se non addirittura avvilente.

 

Attualmente la valutazione di stabilità degli alberi è perennemente equivocata con l’uso o, peggio, con il solo possesso di strumentazioni di varia natura.

Sempre più spesso la richiesta è, anche da parte di chi è vicino a tale mestiere ma del mestiere rimane al di fuori, “quanto vuoi per venire a farmi un buco?”, brutale espressione gergale che sottende l’uso del Resistograph su un albero.

 

Non bastasse, molto peggio va quando le Pubbliche Amministrazioni redigono capitolati che obbligano sistematicamente la prova strumentale su ogni albero oggetto d’incarico oppure interferiscono nel dato tecnico in termini interpretativi, talora magari richiedendo indagini aggiuntive per dare maggior risalto alle prescrizioni.

 

Si richiede la presenza di un Professionista ma discrezionalmente lo si elide nel momento per lui sovrano delle decisioni metodologiche, tecniche e prescrizionali.

Se il gestore ha chiesto l’intervento del super esperto (perché tali sono i professionisti che possiedono i requisiti capaci di superare le soglie di sbarramento imposte dalle Pubbliche Amministrazioni) viene logico chiedersi quali siano le basi logiche e cognitive su cui tali richieste vengono fatte.

 

Si assiste alla sostituzione del fatto tecnico con quello politico.

Parafrasando, viene chiesto di andare al panificio con la Ferrari anziché con la bicicletta, convinti di ottenere così una migliore bontà del pane acquistato.

 

In definitiva, il dato che emerge con forza dal seminario è la conferma della crescente importanza del Tecnico valutatore e della sua sensibilità, già ora sovrastante, cui peraltro l’indagine visiva è più che mai strettamente legata nel rilevare e interpretare le molteplici variabili dei dati, per di più sfumati in infinite intensità, sugli aspetti più squisitamente tecnici.

Il connubio è indissolubile: un aumento della capacità critica del sistema richiede una superiore importanza di chi quella capacità deve pensarla e risolverla.

 

Questo maggior peso del Professionista Valutatore di Stabilità è determinato da fattori endogeni – l’autoformazione – ed esogeni – la valorizzazione da terze parti. Mancando uno degli elementi, la professionalità e il mercato vengono banalizzati, con il rischio anche di fatti indesiderati.

 

La valutazione di stabilità degli alberi è un servizio che deve essere chiesto al Professionista senza alcuna riduttiva interferenza, di cui egli dovrà rispondere in solido pariteticamente a quanto avviene in altre professioni medica, legale o ingegneristica che siano.

 

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