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Analisi stabilità degli alberi torinesi | 35

Comune di Torino o Regione Piemonte?

Supinigi_simbolo

 

data: giovedì 13 ottobre

presenze: Giovanni Poletti, Massimiliano Demi

luogo: Corso Torino (Stupinigi)

attività: analisi visive, incontro professionale

 

Invertendo i ruoli di ieri, la mattina odierna vede Demi in solitaria esecuzione delle analisi visive dei Pioppi cipressini in Corso Torino. Poletti restituisce il favore essendo prevista per oggi la riunione del gruppo di lavoro “Sicuramente Alberi” di cui fa parte fin dalla sua costituzione, avvenuta due anni fa. Una concomitanza tra i due impegni indubbiamente gradita, per ovvie ragioni di ottimizzazione delle risorse economiche e lavorative.

 

Le riunioni periodicamente indette tra Dottori Agronomi e Forestali in veste di liberi professionisti, rappresentati di Ordini Professionali, funzionari e direttori di enti parco, dipendenti di enti pubblici e rappresentanti di associazioni di settore hanno realizzato, perseguendone ora il perfezionamento, di un manuale con le regole per la gestione del rischio originato dalla presenza di alberature nelle aree parco estensive o, in altre parole, come e quando eseguire le analisi di stabilità degli alberi in aree non urbanizzate.

 

Terminato l’impegno, il ritrovo con Demi è alle 13,30 per il pranzo durante il quale, con grande stupore, vengono notati sul lato opposto della via due operatori mentre sostano davanti alle Querce con un cavalletto dendrometrico, in tenuta da lavoro assai poco “lavorativa”.

Un rapido consulto e Poletti decide di presentarsi ai due.

 

Una camicia di un bianco quasi abbagliante e un paio di scarpe di cuoio vitellino per chi adopera il calibro, un atteggiamento vagamente scolastico e un pò ossequioso da parte di chi segue non lascia molti dubbi sul fatto che non sono colleghi valutatori in errore di ambito.

Ma la domanda sorge spontanea ed è sottesa ad ancora maggiore curiosità: “…scusate, ma cosa state facendo??…”.

 

La ritrosia nella risposta è stemperata dalle presentazioni: “Giovanni Poletti Dottore Agronomo Libero Professionista, co-aggiudicatario del Lotto 1 dell’appalto relativo agli interventi straordinari di monitoraggio e controllo della stabilità del patrimonio arboreo della Città di Torino, con chi ho il piacere di parlare?”

 

L’altrui presentazione ha invece un po’ dell’incredibile, poiché qualifica un Dottore Forestale (senza peraltro avere alcun tesserino in vista o biglietto da visita con sè) coadiuvato da un aiutante (identica impossibilità di identificazione) che, in qualità di dipendenti della Regione Piemonte, verificavano le condizioni fitosanitarie dell’alberata di Querce!

 

Per descrivere lo stupore, la sensazione di Poletti è simile a quella che quasi tutti proverebbero trovando qualcuno seduto al volante della propria automobile, fresca d’acquisto, che apostrofa “prego, accomodati pure, serve un passaggio?”…

 

La sopresa si affievolisce quando è reso noto che recentemente il Comune di Torino ha ceduto, in fatto di competenze, il tratto di via compreso tra la Palazzina di Caccia e l’incrocio con Via Borgaretto – 25 Aprile alla Regione Piemonte che a sua volta, tramite il controllato Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente (IPLA) e all’oscuro dell’appalto di stabilità indetto dal Comune, aveva ritenuto opportuno eseguire dei propri rilievi.

 

Da parte della Regione nasce poi un’amichevole richiesta di “scambio” dei dati e delle conclusioni cui Poletti è giunto a cui però segue un fermo rifiuto da parte di quest’ultimo: da contratto il proprietario di quei dati è la Città di Torino e unicamente i suoi rappresentanti (la Divisione Ambiente Verde) hanno la facoltà di trattare a vario titolo tali informazioni.

 

Il leggero disappunto espresso dal collega Forestale è motivo per porgere reciproci saluti e consentendo a Poletti di terminare il pranzo e informare Demi dell’accaduto che, pazientemente, osservava dall’altro lato della strada.

 

Poco dopo segue una telefonata al referente comunale, avvisandolo dell’accaduto.

A questo punto la faccenda trova anche una più completa spiegazione.

 

Quanto raccontato dai dipendenti della Regione corrisponde effettivamente a verità ma l’ufficio del Comune, cui spettano i controlli fitostatici e la manutenzione, pur informalmente a conoscenza della possibilità che tale passaggio potesse avvenire, era del tutto all’oscuro che l’iter amministrativo avesse avuto un decorso così rapido e esaustivo.

 

I trasferimenti delle competenze territoriali competono a sedi diverse dal settore alberate e se aggiungiamo, con buona pace della logica e del buon senso, un imperfetto coordinamento tra i vari uffici comunali i fatti accaduti trovano una plausibile spiegazione, ma non una giustificazione.

 

Nel pomeriggio, dedicato sempre alle analisi visive, ci fa nuovamente visita Valentina Ferrari, attratta dalla possibilità di interfacciarsi con due riconosciuti professionisti del settore.

 

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