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Forma il tuo Verde

Uno scavo che espone

Quando una soluzione è accettabile?

 

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La città contemporanea, intesa come somma del costruito e delle attività svolte, stride sempre più intensamente con le necessità di sviluppo sopra/sotto suolo degli alberi, nonché del Verde urbano in generale.

 

Nell’ambito dell’Arboricoltura urbana i professionisti preparati che operano al suo interno sono quotidianamente chiamati – o meglio, dovrebbero essere – a mediare i conflitti che di volta in volta si presentano, sempre però con beneficio diffuso.

 

Ne consegue che, se responsabilmente calato nel suo ruolo, l’Arboricoltore è anche autorizzato a esprimersi con soluzioni forti qualora non ravveda prospettive adeguate per tutela, sicurezza, dignità, convenienza per gli uni e/o gli altri.

 

Le soluzioni sono notevolmente mediate dall’esperienza personale – oltre che dalla preparazione tecnica – ne consegue che i risultati possano essere apprezzabilmente diversi e la documentazione fotografica visibile a questo link relativa all’esecuzione di scavi che coinvolgono alberi a bordo strada ne è un percepibile esempio.

 

Scorrendo le immagini una domanda sorge spontanea: quando una soluzione diventa accettabile?

 

 


 

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Giornata Nazionale degli Alberi

Giornata Nazionale degli Alberi 2015

 

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La realtà aumentata per conoscere il mondo degli alberi

Padiglione Austria a Expo 2015

 

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Il percorso didattico del padiglione Breathe.Austria di Expo2015 utilizza una interessante tecnologia per divulgare le tematiche collegate al mondo degli alberi, la realtà aumentata.

 

Semplici visori, mix tra i primitivi cannocchiali su piedistallo ad uso dei turisti e le attuali videocamere, intelligentemente realizzati sia ad altezza bambino che di adulto che possono essere orientati a piacimento sul bosco rendendo possibile la scoperta di informazioni *vitali*.

 

Punti focali, altrimenti invisibili ad occhio nudo, di volta in volta resi palesi dall’apparizione del logo information sullo schermo che, una volta collimati con il centro images del visore, aprono brevi animazioni caratterizzate dalla medesima grafica dei contenuti statici presenti sulle pareti che delimitano il padiglione.

 

Ecco cosa si vede:

 

 

 

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REBUS® – Renovation of public Building and Urban Spaces

Un Rebus che non lascia dubbi

 

Rebus_Rimini

 

Il laboratorio REBUS®Renovation of public Building and Urban Spaces – è un corso di gioco/simulazione promosso dal servizio Pianificazione e Urbanistica e Uso sostenibile del Territorio della Regione Emilia-Romagna finanziato nell’ambito del progetto europeo REPUBLIC-MED, con l’attiva collaborazione di Comuni e Ordini professionali di Architetti, Dottori Agronomi/Forestali e Ingegneri avente come focus il progetto del comfort urbano degli spazi pubblici.

 

Tre squadre, tra loro concorrenti, per migliorare il comfort e la qualità degli spazi aperti di altrettante aree pubbliche: a Parma (area Pasubio, quartiere San Leonardo), a Rimini (aree del Mercato, Piazza Gramsci e ex-Padane), a Modena (Villaggio dell’Artigiano).

 

Fin qui la parte nota, ma esiste anche un’altra storia meritevole di essere raccontata.

 

Come Dottore Agronomo sono stato selezionato per il Team Rimini, in virtù di un corposo curriculum e una efficace lettera di motivazioni.

 

Perché l’ho fatto?
Volevo studiare ed esercitarmi in quello che spesso noi professionisti diciamo e poche volte facciamo: lavorare in squadra, condividere sapere per allargare l’orizzonte lavorativo, presidiare uno specifico settore di competenza. Migliorarmi, insomma.

 

Una squadra, con altri 15 Liberi Professionisti e Pubblici Dipendenti individuati come Architetti, Urbanisti, Paesaggisti, Pianificatori, Ingegneri, Dirigenti e impiegati comunali, Funzionari regionali.
Persone mai viste, di cui continuamente perdo memoria dei nomi e dei visi, circostanza che mi infastidisce non poco, tra l’altro.

 

Gli incontri iniziali mi danno conferma di essere nel posto giusto, di avere tra le mani una materia di cui ho grande dimestichezza anche se non capisco tutto ciò che viene detto, a dire il vero. Un problema di mia comprensione o chi parla tende ad avvitarsi? Mi impongo riflessione, IO non è una buona politica, la verità è difficilmente unilaterale.

 

Il sopralluogo a Rimini mi riporta però a una realtà assai familiare in cui il Verde è da tabula rasa, un orrore.
Le piazze e le vie che attraversiamo sono purtroppo la fotocopia di innumerevoli altri luoghi di mare, di pianura, di montagna visti con desolante e costante frequenza in oltre vent’anni lavoro.

 

Ma non cambia mai questo scenario? Potrebbe, siete qui apposta, ci viene detto.

 

Altra data, altro luogo, altro impegno. Per la prima volta ci guardiamo realmente in viso.
Quindi? Che si fa? Chi parla o scrive per primo? Per fare cosa poi?

 

Le regole del gioco hanno già individuato la clorofilla come super-componente del gioco/simulazione ma, il linguaggio usato, il mood di approccio è tipicamente, stilosamente verrebbe da dire, appannaggio degli architetti/progettisti e io come figura professionale sembro un pò ai “confini dell’impero”…

 

Nonostante tante volte abbia avuto con loro confronti di lavoro e quindi ben conosca certe dinamiche, in una volontà di benevola ironia così descrivo l’istantanea del momento via Twitter: #architetti con carta e pennarelli colorati in mano: come il #Monopoli, più del #Risiko. #RebusRimini #mondieu #mygod #miodio

 

Siamo seri, scherzo.

 

Mi impegno allora a mettere da parte i preconcetti professionali, gli innumerevoli scontri negli Uffici Tecnici, le miriadi di incomprensioni nei cantieri di miglioramento urbano (sic!) disseminati sotto gli alberi d’Italia per concentrarmi su quello che finora, almeno per me, risulta insuperato: se come esperti del Verde siamo oltremodo analitici sui problemi tecnici che attraversano le nostre competenze, di converso c’è chi possiede delle capacità di sintesi, di interpretazione e di approccio ai problemi davvero degne di nota.

 

Mi immergo nel vero spirito interrazziale del gioco, inizialmente un po’ in disparte ma incuriosito dalle circostanze che di volta in volta legano o slegano persone e idee nella costruzione del Lego riminese. Quando però le dinamiche ludiche necessitano dettaglio di alberi e tappeti erbosi per mitigare l’isola di calore, ecco finalmente il momento buono per cancellare senza esitazione imbarazzanti realtà arboree in favore di soluzioni virtuose aventi dignità, efficienza e remuneratività realmente a favore della collettività oltre a essere motivo di riflessione per i colleghi progettisti sulle reali necessità degli alberi in ambiente urbano.

 

#Alberi e #verdeurbano sono il mio pane quotidiano ~ Se dico #paesaggio non penso a un panorama, così recita il mio profilo Twitter.

 

Proprio la località balneare suggerisce a questo punto un paragone retrò, utile a descrivere la reattività del momento: in tenera gioventù ho assistito a innumerevoli fotografie sul bagnasciuga, realizzate all’ombra di una finta Palma, magari con una piccola scimmia sulla spalla dei bagnanti di passaggio. Attimi, inesistenti possibilità di recupero dell’errore ma sempre, almeno tecnicamente, ottime realizzazioni fotografiche. Ecco, nella concitazione della consegna e del fervore di idee ho vissuto l’analogia del momento che, al dubbio improvviso, chiedeva rapida risposta.

 

O forse era un collega che semplicemente riponeva fiducia nel mio sapere e io, per orgoglio o senso del dovere, non volevo deludere le aspettative comprendendo che ognuno, nel proprio ruolo, viveva lo stesso pathos.

 

Nessuno era disposto a perdere la sfida Rebus, per quanto platonica fosse.

 

Le idee fluiscono, i segni sulla carta sono magari anche troppi. I computer portatili per quanto numerosi, non bastano. I giovani osano, i navigati filtrano e quando il risultato sembra essere soddisfacente, in realtà scontenta tutti.

 

Bello, bellissimo.

 

Alchimie? Forse. Sta di fatto che il Team Rimini poco a poco evolve nel Team Infradito: una sensazione di soddisfazione mista al divertimento pare ora attraversare un gruppo che, inizialmente composto più o meno da sconosciuti, ora vede persone capaci di apprezzarsi reciprocamente proponendo soluzioni e adottando comportamenti in grado di rendere onore alla selezione che li ha individuati come veri Professionisti.

 

Il risultato finale non è la vittoria, mancata di un soffio, ma l’orgoglio di una mole e di una qualità di lavoro superiore a qualunque aspettativa dei singoli.

 

Grazie a tutti, ma proprio TUTTI. Da ognuno di voi ho imparato qualcosa di nuovo.

 

Rebus_2015

 

 

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Il piano formativo professionale 2015 esteso anche alle tematiche del Verde urbano

 

L’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Reggio Calabria il 30 Gennaio ha organizzato un seminario di Arboricoltura Applicata – Valutazioni Fitostatiche Degli Alberi coinvolgendo in veste di relatori il Dottore Agronomo Giuseppe Logiudice per il metodo SIA/SIM e il Dottore Agronomo Giovanni Poletti per il metodo V.T.A.

 

La valutazione di stabilità degli alberi quindi al centro dell’attenzione per circa 80 attenti partecipanti provenienti anche da province e regioni confinanti, grazie all’attenzione mostrata dal Consiglio Provinciale reggino e da Professionisti di comprovata esperienza nel settore.

 

Il seminario è stato svolto con un primo incontro mattutino all’aperto presso il Parco della Villa Comunale, per poi preoseguire nel pomeriggio in aula presso il Dipartimento di Agraria della Facoltà Mediterranea.

 

A questo seconda fase si riferisce la registrazione video, purtroppo carente delle fasi conclusive a causa di un problema tecnico di registrazione.

 

 

 

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