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Forma il tuo Verde

Semiserio

Argomenti serissimi, raccontati sorridendo

 

 

Un break nel bel mezzo di una giornata lavorativa sotto gli alberi.

un pò di autoironia non guasta.

 

Arboricoltura e Cultura

Perchè è così impopolare tagliare alberi in città

 

 

 

Perchè è cosi impopolare tagliare alberi nelle città?

Perchè chi si assume queste decisioni è cosi spesso vittima di feroci critiche e contestazioni?

 

Bella domanda…

 

Voglio sperare che siano persone che hanno una percezione aumentata del Verde di fronte a casa, degli alberi di fronte a casa e come tale ne faccia una questione personale perchè realmente attaccato a queste piante, realmente affeziionato al benessere che questi esseri viventi sono in grado di erogare.

 

Ma è anche vero che dietro queste contestazioni ci sono azioni molto meno nobili.

Ci sono strumentalizzazioni politiche, professionali… ci sono fattori che di tecnico non hanno nulla e come tali scivolano nel *NO* a prescindere.

 

Eppure oggi ci sono fior fiore di Professionisti che hanno dedicato la loro attività, il loro sapere per cercare di migliorare quelli che sono i conflitti che nascono tra alberi e esseri viventi all’interno delle città e quando questi conflitti non sono risolvibili e gli obbiettivi che ti vengono posti trascendono il valore delle piante, l’unica soluzione è l’eliminazione.

 

Oggi il mondo cambia molto in fretta e le esigenze urbanistiche, le esigenze dei singoli sono estremamente mutevoli. Quantomeno, nell’arco di un lasso di tempo anche breve, sono assolutamente diverse.

 

Gli impianti di alberi fatti 30, 40, 50, 100 anni fa poco hanno a che vedere con quello che oggi desideriamo.

Realizzazioni di nuovi assi viari, di asfaltature, scavi per la posa in opera di condutture, trasporto di dati per internet piuttosto che il rifacimento di impianti di illuminazione e cosi via, sono tutte azioni che tendono a cozzare con quelle che sono le esigenze molto più lente, tranquille, delle piante.

 

Come ne usciamo?

 

Da 20 , 30, anni si è sviluppato un filone professionale, l’Arboricoltura Urbana, fatta da persone che hanno dedicato i proopri studi e la propria attività alla soluzione di questi piccoli grandi problemi.

Ci sono mille studi che ci dicono come potare gli alberi, ci sono mille esperienze che ci dicono cosa fare o cosa non fare a livello degli apparati radicali.

 

E’ chiaro che abbiamo a che fare con sistemi organici complessi: un albero nasce, cresce, muore e nell’arco di questa vita ha esigenze estremamente diversificate che sono difficilmente o quasi mai standardizzabili, di caso in caso vanni valutate le azioni che possiamo fare.

 

Quindi prima di agire in maniera forse sconsiderata attirando critiche e contestazioni varrebbe la pena di consultare chi, a livello tecnico prima ancora che politico, è in grado di dare delle soluzioni o proporre un ventaglio di possibilità.

 

Dall’altro, non ultimo, migliorare quelli che sono gli aspetti legati alla comunicazione di questi problemi per far sì che la gente sia in grado di comprendere e capire quelle che sono determinate scelte e più in generale di migliorare anche il proprio grado di cultura nell’ambito del Verde e in particolare degli alberi nelle città.

 

 

Perchè mi occupo di alberi?

Per interesse e per scelta

La risposta non è una ma la somma di tanti elementi…

 

Per prima cosa sono stato abituato a guardare la natura e a prendere in considerazione ciò che l’ambiente è capace di offrire, godendo di cose solo apparentemente trascurabili.

 

Per mia scelta ho invece deciso di occuparmi di alberi nelle città, di alberi fuori dai contesti naturali o tradizionali.

 

Oggi più che mai gli alberi sono elementi in grado di dare tanto, tantissimo, essendo capaci di migliorare la vita di ciascuno di noi.

Anche in maniera molto significativa.

 

Chiramente, essendo un lavoro, viene fatto per un ritorno economico… non c’è certo niente di cui vergognarsi in questo, anzi!

Un elemento sicuramente importante che mi ha spinto fin dall’inizio e motivato nelle tante scelte che ho fatto, è stata la *ricaduta sociale*, del bene diffuso.

 

Salvare un albero, trovare la soluzione ai problemi che lo affliggono o che lo costringono a condizioni non buone, diventa motivo di guadagno per me – si spera!- ma sopratutto diventa una ricaduta sociale per tutti quelli stanno intorno.

 

C’è quindi un aspetto di bene comune assolutamente non trascurabile e che dovrebbe essere riscoperto in tante azioni che facciamo oggi, l’occuparci di noi stessi occupandoci degli altri e in questo senso direi che gli alberi sono sicuramente maestri perche con la loro stessa presenza direi che danno già tanto.

Non sono un bene infinito, sono tanti ma non infiniti e occorre l’impegno di tutti per salvaguardarli.

 

Che ne dite?

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Le radici degli alberi come il cemento?

Tanta attenzione per UN albero

 

Il Natale si avvicina e pochi giorni fa ho assistito alla preparazione del classico Abete natalizio nella piazza di una città. Bello, molto bello ma ovviamente senza radici.

 

Al loro posto un basamento di cemento davvero super….

 

 

 

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Uno scavo che espone

Quando una soluzione è accettabile?

 

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La città contemporanea, intesa come somma del costruito e delle attività svolte, stride sempre più intensamente con le necessità di sviluppo sopra/sotto suolo degli alberi, nonché del Verde urbano in generale.

 

Nell’ambito dell’Arboricoltura urbana i professionisti preparati che operano al suo interno sono quotidianamente chiamati – o meglio, dovrebbero essere – a mediare i conflitti che di volta in volta si presentano, sempre però con beneficio diffuso.

 

Ne consegue che, se responsabilmente calato nel suo ruolo, l’Arboricoltore è anche autorizzato a esprimersi con soluzioni forti qualora non ravveda prospettive adeguate per tutela, sicurezza, dignità, convenienza per gli uni e/o gli altri.

 

Le soluzioni sono notevolmente mediate dall’esperienza personale – oltre che dalla preparazione tecnica – ne consegue che i risultati possano essere apprezzabilmente diversi e la documentazione fotografica visibile a questo link relativa all’esecuzione di scavi che coinvolgono alberi a bordo strada ne è un percepibile esempio.

 

Scorrendo le immagini una domanda sorge spontanea: quando una soluzione diventa accettabile?

 

 


 

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