Immagina
Prosegue la carrellata di immagini inerente la collaborazione di Giovanni Poletti con la rivista Immagina.
L’affascinate architettura di una ragnatela ricoperta di cristalli di ghiaccio, gli ingannevoli riflessi delle chione degli alberi in uno specchio d’acqua e una”ridente” capsula di Pulownia tomentosa sono stati il corredo fotografico de “L’occhio naturale” nell’inverno 2010.
Là oltre il fumo di nebbia, dentro gli alberi
vigila la potenza delle foglie, vero è il fiume che preme sulle rive.
Da “La vita non è sogno…”
Salvatore Quasimodo
Le capsule leggere e legnose della Paulownia, delle dimensioni di una noce persistono vuote sulla pianta, fino alla primavera seguente. Il nome del genere è dedicato alla Granduchessa Anna Paulowna Romanov (1795-1865), figlia dello Zar Paolo I di Russia, andata in sposa a re Guglielmo II dei Paesi Bassi.
Ancora oggi un piccolo paese porta il suo nome e costituisce la più grande superficie coltivata a bulbi da fiore del paese.
In Giappone, anticamente, la Paulownia era considerata un albero sacro; la sua sagoma compariva come decorazione sugli abiti degli imperatori ed era lo stemma più importante dopo il crisantemo.
Un esemplare appartenente allo stesso genere era radicato nel Parco della Pace di Hiroshima: sopravissuto allo scoppio della bomba atomica del 6 agosto 1945, era germogliato nuovamente poco tempo all’esplosione diventando in breve il simbolo di pace e speranza di un’intera nazione. Malauguratamente, nel 2004 il passaggio di un tifone ha abbattuto l’albero.
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Il Verde è ANCHE un’opera d’arte

Dopo il MotorShow, accanto alla collaborazione con Immagina, prosegue la serie delle insolite presenze di Giovanni Poletti in ambiti apparentemente lontani dal proprio mondo lavorativo.
La reciproca condivisione dei principi ispiratori in materia di salvaguardia e di miglioramento del Paesaggio e del florovivaismo ha favorito l’affiancamento all’Associazione PromoVerde all’interno di ArteFiera, evento bolognese dedicato all’arte e probabilmente il più importante del settore in Europa, in svolgimento dal 27 al 30 gennaio.
Sarà l’occasione per apprezzare una serie di creazioni in grado di unire natura e arte, dimostrando come il Verde possa recitare con pari dignità un ruolo anche in questo contesto inusuale. La presenza di Giovanni Poletti presso lo stand PromoVerde, oltre a illustrare le finalità associative e il percorso culturale che ha reso possibile la comune partecipazione, serve a illustrare le moderne tecniche in grado di plasmare la Natura in Arte, quali la realizzazione di pannelli verticali prevegetati o, su tutte, la tecnica di stabilizzazione degli elementi vegetali.
Con quest’ultima fiori, piante e fogliame sono raccolti al momento migliore del loro ciclo di vita quando presentano l’aspetto ottimale e solo dopo una scrupolosa selezione passano in camera di stabilizzazione, dove viene ricreato un microclima nel quale coesiste il perfetto equilibrio tra umidità calore e luce. Tali condizioni sono costantemente monitorate. Le piante vengono poi riposte all’interno di vasche a contatto di una miscela liquida a base di glicerina, acqua e colorante alimentare e durante questo processo, che dura alcuni giorni, la linfa della pianta evapora ed è sostituita da questa nuova miscela.
Le numerose installazioni sono presenti in vari punti della manifestazione oltre che all’interno dello stand PromoVerde (padiglione 16, corsia C, stand 52) e sono unite da una sorta di filo verde che, attraversandole, le rafforza di contenuti.
Ecco spiegato come temi finora particolarmente sentiti oltre che vissuti in modo forse “settoriale” da un Dottore Agronomo quali agricoltura, paesaggio, architettura ambiente, sostenibilità, cultura, alimentazione si trasformano in Arte, in una piacevole fusione tra Natura e Cultura a beneficio comune.
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Immagina
Prosegue la carrellata di immagini della collaborazione di Giovanni Poletti con la rivista Immagina.
Un carnoso frutto di Kaki e i colorati semi di Magnolia sono le fotografie che hanno accompagnato l’uscita tipografica nell’autunno 2010.
Diospyros kaki
Dios significa dio, mentre pyros significa frumento a sottolineare l’importanza di questo frutto nell’alimentazione.
Il Diospiro è detto anche Mela d’Oriente ed è considerato “albero dalle sette virtù”: la prima è la lunga vita, la seconda la grande ombra che offre, la terza è la mancanza di nidi, la quarta è la mancanza di tarli, la quinta è la possibilità di giocare con le foglie indurite dal gelo, la sesta il sapore, la settima virtù è data dal bel fuoco che riesce a creare e dalle sostanze concimanti per il terreno che può produrre.
La sua comparsa in Italia risale al 1870, il primo Kaki fu portato a Firenze nei giardini di Boboli.
Magnolia grandiflora
Frutto secco deiscente (achenio) di Magnolia sempreverde (Magnolia grandiflora), la cui forma ricorda molto una pigna, che libera i semi di colore rosso intenso.
Il nome del genere è stato dato dal botanico Plumier che la scoprì mentre viaggiava in America alla ricerca di nuove specie di piante e la dedicò a Pierre Magnol (1638-1715), Direttore del Giardino Botanico di Montpellier, vissuto tra il XVII e XVIII secolo.
L’esemplare più vecchio di Magnolia grandiflora si trova nell’Orto botanico di Padova e risale al 1786: è ritenuto uno dei primi, se non il primo introdotto in Italia.
Le Magnolie, secondo alcuni paleobotanici, sono le più antiche angiosperme comparse sulla terra, con reperti fossili che appartengono al periodo Cretaceo che ebbe inizio 135 milioni di anni fa e durò per circa 70 milioni di anni.
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Rilievi sistematici

data: lunedi 12 luglio
presenze: Giovanni Poletti, Massimiliano Demi
luogo: Via Plava
attività: rilevamento dati biometrici, analisi visive, organizzazione Autocad CMP
La giornata è decisamente fresca e sorge il dubbio di avere peccato di ottimismo in merito al vestiario…
Continuiamo a rilevare le altezze degli alberi, l’estensione del fusto libero e l’ampiezza della chioma con il metesimo metodo del giorno precedente e oggi, albero dopo albero, procediamo davvero spediti.
Abbiamo però necessità di una copisteria e Demi si incarica di cercarla, Poletti procederà invece con le analisi visive a partire dall’incrocio con Corso Unione Sovietica. Nel giro di circa un’ora Demi è di ritorno con il materiale e si aggrega nell’esecuzione delle analisi.
Fatta salva la pausa paranzo consumata nella consueta tavola calda “pocaspesa_tantaresa” procediamo fino all’incrocio con Via Faccioli.
La temperatura invita a muoversi, ragion per cui decidiamo di terminare la giornata ripercorrendo l’alberata rilevando i diametri dei tronchi.
Terminiamo nel tardo pomeriggio in quanto Demi deve prendere accordi con un collega di Lucca incaricato di trasporre i rilievi di Caio Mario Park su Autocad.
Questo significa che con ogni probabilità la serata (e in parte la nottata) Demi lavorerà sul materiale cartaceo, cercando di eliminare i possibili dubbi relativi alla trasposizione cartografica.
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Il bit con potere di firma

In ottemperanza alle direttiva del CONAF e in anticipo sulle scadenze obbligatorie, il Dott.Agr. Giovanni Poletti può già disporre del servizio di Firma Digitale.
Cos’è la Firma Digitale?
In buona sintesi è l’equivalente elettronico di una tradizionale firma apposta in originale sulla carta.
Giova ricordare che, nell’invio elettronico, firmare un documento con “Firma Digitale” nulla ha che vedere con l’apposizione della propria firma autografa digitalizzata o scansionata in calce a un documento.
La firma su carta è legata alla caratteristica fisica della persona che la appone, vale a dire la grafia, mentre quella digitale è legata al possesso di uno strumento informatico (sia esso in formato Smart Card o nell’equivalente dispositivo USB) e di un PIN di abilitazione da parte del firmatario in grado di associarsi stabilmente a qualunque documento informatico.
Quest’ultimo, firmato digitalmente assumerà le caratteristiche di:
• integrità: piena garanzia che il documento non è stato manomesso dopo la sottoscrizione
• autenticità: l’identità del sottoscrittore è certa
• non ripudio: non può essere ripudiato dal sottoscrittore
• valore legale: identico valore legale del documento cartaceo sottoscritto con firma autografa
A procedimento ultimato il file verrà “imbustato” assumendo l’estensione .p7m che si sommerà all’estensione del file originario. Quindi, se firmiamo un documento .docx al termine del processo di firma digitale avremo un documento .docx.p7m, proprio come se fosse inserito in una busta. Per la sua lettura è necessario aprire la “busta” con un apposito software di verifica disponibile gratuitamente, per esempio, all’indirizzo dell’Ente Certificatore InfoCert.
La legge prevede anche che “l’apposizione di firma digitale integra e sostituisce l’apposizione di sigilli, punzoni, timbri, contrassegni e marchi di qualsiasi genere ad ogni fine previsto dalla normativa vigente” rendendo di fatto obsoleta la pur affascinante ceralacca ancora usata, ad esempio, per sigillare le chiusure delle buste nelle gare di appalto con gli Enti Pubblici.
Per tutti i Dottori Agronomi e i Dottori Forestali dal 31.12.2012 le Tessere di riconoscimento analogiche (i classici tesserini cartacei) perderanno la loro validità giuridica e saranno sostituite integralmente dalla nuova Smart Card formato “carta di credito”.
Inoltre, a partire dal 01.01.2012 tutti i servizi attivati dal portale CONAF (Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali) potranno essere utilizzati unicamente attraverso la stessa Smart Card che però consentirà ancora l’uso del tradizionale timbro analogico a tampone inchiostrato per chi volesse o dovesse averne necessità.
Firma Digitale e Posta Elettronica Certificata (PEC) saranno tra l’altro la base del “Sistema Informativo dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali” (SIDAF).
Altro elemento di interesse è la possibilità di utilizzo delle Marche Temporali ovvero di un ulteriore sigillo in grado di attestare l’esistenza di un documento informatico rispetto a un momento certo con riferimento al tempo campione italiano generato all’Istituto Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris di Torino.
Con la possibilità d’uso combinato del servizio di Posta elettronica Certificata, di Firma Digitale, di Marcatura Temporale e del formato .pdf (Portable Document Format), divenuto standard internazionale e utilizzabile in Italia dal febbraio 2006, i vantaggi per i professionisti, le pubbliche amministrazioni e i cittadini potranno maturare in termini di migliorata rapidità e risparmio economico (nessun onere di spesa di invio o di registrazione del documento) ma anche di minor inquinamento (diminuzione dell’energia spesa per carta, trasporti etc.).
Tutto questo però solo a patto di avere una buona pratica e una costante disponibilità di mezzi informatici, il che non è detto sia così generalizzato.
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